
Una lettera aperta. Tre nomi sul tavolo. Una procedura di rinnovo che si trascina da gennaio e che, dopo le elezioni regionali del 2025, attende ora la firma del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. Il Parco Regionale dei Colli Euganei aspetta da mesi la nomina del nuovo Presidente e del Consiglio Direttivo, mentre dieci associazioni ambientaliste del territorio hanno deciso di mettere nero su bianco il loro disagio.
Il 30 aprile 2026, il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste dei Colli Euganei ha inviato una lettera aperta al neo-eletto presidente della Regione Veneto. Il tema è la nomina del nuovo presidente dell’Ente Parco, ma la lettura del Coordinamento va oltre la singola scelta personale.
«Ancora una volta, la discussione pubblica non verte su programmi, progetti di valorizzazione, strategie di conservazione, gestione dei cambiamenti climatici o rilancio dell’economia sostenibile del territorio. La discussione si riduce a una triste lotta per la poltrona, dove la guida del Parco diventa merce di scambio per equilibri politici».
Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste dei Colli Euganei, lettera aperta del 30 aprile 2026
I tre nomi in corsa
Sul tavolo della Giunta regionale ci sono tre candidature, tutte espressione dell’area di centrodestra che governa il Veneto.
Il favorito sarebbe Mauro Delluniversità, sindaco di Vo’ Euganeo, comune il cui territorio ricade per una porzione significativa all’interno del perimetro del Parco. In corsa per la riconferma c’è il presidente uscente Alessandro Frizzarin, nominato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 65 dell’11 agosto 2023 e di area Lega. La terza opzione è Massimo Campagnolo, sindaco di Cervarese Santa Croce.
Le quattro richieste delle associazioni
La lettera aperta non si limita a una critica generica. Le associazioni firmatarie pongono quattro richieste puntuali al presidente della Regione:
- selezione del Consiglio Direttivo «sulla base di comprovate sensibilità e competenze tecniche e di un impegno manifesto, superando la logica degli equilibri di parte»;
- attuazione del Piano Ambientale, definito «strumento rimasto in larga parte inapplicato e spesso trattato come un vincolo burocratico anziché come l’asse portante della programmazione territoriale»;
- ripristino del funzionamento della Consulta del Parco, organismo consultivo che – a parere del Coordinamento – sarebbe inattivo da oltre un anno e mezzo;
- apertura di un confronto pubblico sul programma di mandato.
La Consulta in stallo
La denuncia delle mancate convocazioni della Consulta del Parco è uno dei passaggi più puntuali della lettera. Secondo le associazioni, l’articolo 8 comma 5 della Legge Regionale n. 23 del 2018 stabilisce l’obbligo di convocazione almeno semestrale dell’organismo. Una scadenza che, scrivono, sarebbe stata «ripetutamente ignorata negli ultimi anni», anche dopo «il formale richiamo del Garante Regionale».
L’inadempienza avrebbe portato, nel giugno 2024, alle dimissioni per protesta della rappresentante del Circolo Legambiente di Este. La Consulta, sottolinea ancora la lettera, «non viene più convocata dal novembre 2024».
La cornice normativa: L.R. 23/2018
Il Coordinamento descrive senza giri di parole la Legge Regionale 23 del 2018 come «un fallimento strutturale: una legge partorita con l’intento di riorganizzare, ma che di fatto ha accentrato il potere, svuotando di significato l’autonomia dei territori e consegnando l’Ente a dinamiche di pura occupazione partitica».
La norma regionale disciplina la governance dell’Ente Parco attraverso tre organi successivi: la Comunità del Parco, il Consiglio Direttivo e il Presidente. Quest’ultimo, ai sensi dell’articolo 6 comma 1 della legge, è nominato dal Presidente della Giunta Regionale tra i componenti del Consiglio Direttivo.
L’iter in corso, ancora incompleto
La procedura di rinnovo è formalmente partita il 9 gennaio 2026, quando la Regione Veneto ha pubblicato sul Bollettino Ufficiale l’Avviso n. 16/2026 per la raccolta delle candidature dei componenti della Comunità del Parco di designazione regionale. Il 20 aprile 2026, il presidente Stefani ha firmato il Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 30/2026 in materia di «Designazioni, elezioni e nomine», pubblicato sul Bollettino Ufficiale n. 51 del 24 aprile.
Alla data del 20 maggio 2026, tuttavia, non risulta ancora pubblicato un decreto specifico di nomina del nuovo presidente del Parco. L’atto formale – analogo al DPGR n. 65 del 2023 che a suo tempo aveva nominato Frizzarin – è il passaggio finale necessario per chiudere l’iter di rinnovo.
L’impegno delle associazioni
Il Coordinamento ricorda anche di aver presentato in questi anni un programma per la rinascita dell’Ente, di aver sollevato obiezioni puntuali davanti a quelle che definisce «situazioni inaccettabili» e di aver denunciato «il conflitto di interessi tra ruoli amministrativi e attività professionali».
«Il rilancio del Parco richiede un programma di mandato chiaro, che sia frutto di un confronto pubblico e che riporti l’attenzione sulla tutela paesaggistica e sulla sostenibilità, elementi imprescindibili per il futuro dei Colli Euganei».
Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste dei Colli Euganei, lettera aperta del 30 aprile 2026
In attesa del decreto regionale, l’Ente Parco resta senza un Consiglio Direttivo pienamente operativo.
I firmatari della lettera aperta
- Legambiente, circolo di Este
- Italia Nostra, sezione di Padova
- Italia Nostra, sezione di Este
- Associazione Villa Draghi
- Comitato popolare lasciateci respirare Monselice
- La Vespa APS
- Il colibrì – tutti i colori del mondo
- Gruppo micologico naturalistico culturale monselicense
- Ekopark ETS
- L’Altra Este
EcoMagazine Osservatorio sui conflitti ambientali