Un romanzo siciliano che trasforma il monitoraggio del radon sull’Etna in un intrigo di potere. Dalla fiction di Ruggero Settimo alla realtà del Monte Venda, il gas radioattivo è sempre lo stesso: invisibile, mortale e insabbiato da chi dovrebbe proteggere i cittadini.
Il titolo è un ossimoro che vale un intero romanzo. “La terra non trema” — ma dovrebbe. E il fatto che non tremi, in un luogo dove i sismografi registrano anomalie e i rilevatori di radon impazziscono, è il cuore del mistero.
Ruggero Settimo, scrittore siciliano nato a Ragusa e cresciuto tra i Monti Iblei e il fiume Irminio, sceglie Catania e l’Etna come teatro di un thriller che parla di scienza, potere e silenzi. Il titolo rovescia quello del capolavoro neorealista di Visconti — La terra trema, 1948, ambientato nella vicina Aci Trezza — e ne capovolge il significato: qui il pericolo non è il terremoto che arriva, ma quello che qualcuno nasconde.
La trama
L’Unità di Crisi della Protezione Civile riceve un’allerta dal sistema di monitoraggio dell’Etna. I rilevatori di gas radon segnalano un’anomalia: le concentrazioni nel suolo suggeriscono attività sismica anomala, possibile preludio a un’eruzione capace di scatenare un terremoto devastante. Scatta l’allerta massima. Le procedure di evacuazione vengono avviate nelle zone a rischio.
Roberto Guastella e Michele Scavone, ricercatori dell’Università di Catania, vengono inviati sul campo con il team della Protezione Civile per valutare l’attività vulcanica. Ma qualcosa non torna. I dati non sono coerenti con un evento naturale. I due scienziati cominciano a sospettare che dietro l’anomalia ci sia la mano dell’uomo — e con il loro cerchio di colleghi e amici scienziati, iniziano a scavare in quello che si rivela un vaso di Pandora.
L’indagine li porta a scoprire un complotto che coinvolge uomini di potere — interessi politici ed economici che si intrecciano con la sicurezza di un intero territorio. La cospirazione non minaccia solo la città: colpisce direttamente le persone più vicine a Roberto.
Il radon come personaggio
Settimo non sceglie il radon per caso. Il gas radioattivo naturale — inodore, incolore, insapore, prodotto dal decadimento dell’uranio nel sottosuolo — è da decenni al centro della ricerca vulcanologica sull’Etna. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) mantiene una rete di sensori radon sulle faglie del vulcano, perché le variazioni nella concentrazione del gas possono anticipare — con grande incertezza, da settimane a ore — l’attività tettonica e le eruzioni esplosive.
In questo romanzo il radon diventa un personaggio: è il segnale che qualcosa non va, la traccia che porta i protagonisti dalla geologia alla politica, dalla scienza al potere. Il gas invisibile è la metafora perfetta per ciò che è sotto la superficie e che chi comanda preferisce non far emergere.
La formazione di Settimo — studioso di economia e geopolitica, appassionato di Sciascia, che considera il padre del thriller politico italiano — si sente tutta in questa costruzione. Il romanzo è a metà tra il techno-thriller e il romanzo civile: i dati scientifici sono reali, il complotto è finzione, ma la domanda che li collega è concreta. Chi decide cosa è pericoloso? Chi stabilisce quando un rischio va comunicato ai cittadini?
Dal Monte Venda all’Etna: lo stesso gas, la stessa domanda
Il tema del romanzo incrocia una vicenda reale raccontata da EcoMagazine: l’inchiesta sul Monte Venda e il gas radon nei Colli Euganei — la base NATO abbandonata, i 119 militari morti per cancro, il primo processo in Europa per vittime da radon, i tre comuni euganei — Cinto Euganeo, Torreglia e Vò — classificati come area prioritaria radon dalla Regione Veneto.
Dalla Sicilia al Veneto, dal vulcano attivo al suolo vulcanico antico, il radon racconta la stessa storia. Nel romanzo di Settimo, uomini di potere manipolano i dati del monitoraggio sull’Etna. Nella realtà del Monte Venda, le forze armate NATO sapevano delle concentrazioni letali fin dagli anni Ottanta e non informarono il personale. La fiction e la cronaca si guardano nello specchio.
La differenza tra Roberto Guastella — il protagonista del romanzo — e i militari del 1° ROC è che lo scienziato immaginato da Settimo può indagare. I militari del Venda non hanno potuto scegliere: hanno respirato il gas per quarantatré anni senza sapere.
L’autore
Ruggero Settimo vive tra i Monti Iblei e il fiume Irminio, nella Sicilia sudorientale. Ha studiato musica, coltivato la filologia e le lingue straniere — parla e traduce correntemente francese, inglese, spagnolo e rumeno oltre all’italiano. Si interessa di economia e geopolitica, temi che intreccia nelle sue opere narrative. Ha seguito corsi di giornalismo ed è attivo nel volontariato per l’integrazione dei rifugiati politici. Tra i suoi autori di riferimento c’è Leonardo Sciascia, che considera il padre del thriller politico.
Radon. La terra non trema è pubblicato da Rise Media nella collana Climax — un nome che per un thriller sismico suona come una dichiarazione d’intenti.
Scheda libro
- Titolo: Radon. La terra non trema
- Autore: Ruggero Settimo
- Editore: Rise Media, collana Climax
- Anno: 2022
- Pagine: 182
- Prezzo: 14,00 euro
- ISBN: 9788894338164
- Formato: brossura
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