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«Disarmo climatico», il libro che non separa la pace dal clima

Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana Pace e Disarmo, pubblica con Edizioni Ambiente un’inchiesta sul circolo vizioso tra guerre e crisi ambientale. Uscito a settembre 2026, con 57.136 firme appena consegnate al Senato per la difesa civile nonviolenta.

«Fecero un deserto, e lo chiamarono pace.» Vignarca apre con Tacito non per effetto retorico, ma come chiave di lettura: quella frase sull’imperialismo romano descrive anche quello che è rimasto in Afghanistan, nel Donbas, a Gaza. Disarmo climatico (Edizioni Ambiente, collana VerdeNero Inchieste, 19 euro) è il tentativo del coordinatore nazionale delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo di dimostrare che crisi climatica e corsa agli armamenti non sono due problemi da affrontare in sequenza.

Il circolo vizioso

L’argomento centrale del libro è che le due crisi si alimentano a vicenda:

«la devastazione dell’ambiente non è soltanto una conseguenza delle guerre e della militarizzazione, ma anche uno dei fattori che alimentano nuovi conflitti»

Edizioni Ambiente, scheda di «Disarmo climatico», settembre 2026

Vignarca documenta il circolo in quattro scenari: i residui tossici della presenza militare occidentale in Afghanistan ancora irrisolti; la diga di Kakhovka in Ucraina, distrutta nel giugno 2023, con danni ambientali che richiederanno decenni per essere recuperati; la «pioggia nera» acida sui raid del marzo 2026 in Iran; l’ecocidio sistematico a Gaza – devastazione agricola, falda contaminata, macerie tossiche.

Le proposte, non soltanto la denuncia

Quattro le uscite che il libro propone:

  • trasparenza obbligatoria delle emissioni militari nella Convenzione ONU sul clima;
  • inversione della corsa al riarmo e riconversione dell’industria bellica;
  • riconoscimento dell’ecocidio come quinto crimine internazionale nello Statuto di Roma;
  • tutele legali per chi migra per ragioni ambientali.

Il nodo del libro sta nel metodo: Vignarca avverte che l’obiettivo non è aggiungere un «capitolo “verde” alle campagne per il disarmo, né un capitolo “pacifista” alle campagne per il clima». Il «disarmo climatico» è un unico approccio che affronta insieme le due minacce invece di tenerle su binari separati, un filo che l’autore sviluppa anche sul suo sito.

Il momento in cui esce

Il libro esce a settembre 2026. Il 25 settembre la Rete Italiana Pace e Disarmo – quella di cui Vignarca coordina le campagne – ha consegnato al Senato le 57.136 firme della legge di iniziativa popolare «Un’altra difesa è possibile» sulla difesa civile non armata e nonviolenta. La settimana dal 21 al 27 settembre è stata la Terza Settimana globale di azione per la pace e la giustizia climatica, con lo slogan «disinvestire dalla guerra, investire nella transizione giusta».

Sullo sfondo i numeri del 2025: 2.887 miliardi di dollari di spesa militare mondiale, record storico, e l’Orologio dell’Apocalisse a 85 secondi dalla mezzanotte – il punto più vicino al disastro dall’istituzione del parametro da parte del Bulletin of Atomic Scientists.

Sullo stesso scaffale

EcoMagazine ha già trattato il nodo guerra-clima: il pezzo «Guerre ed emissioni» sulle emissioni degli eserciti, il comunicato con i dati sui 311 milioni di tonnellate di CO₂ in quattro anni di conflitto in Ucraina, e il pezzo sulle alternative alla spesa militare uscito per la Giornata della Terra. «Disarmo climatico» è il libro che mette insieme i fili di quelle storie.

Si acquista sul sito di Edizioni Ambiente.

Fabio Temporiti

Consulente informatico di professione, aspirante pubblicista ambientale per vocazione. Scrive per EcoMagazine di conflitti ambientali, energia, acqua, aria e territorio nel Veneto, cercando di raccontare quello che chi dipende dalla pubblicità non può raccontare. Affascinato dal lupo e sensibile alle lontre.