Parco Colli, il nuovo Direttivo si dà cinque missioni e promette di andare nei paesi
Insediato il 15 luglio, il Consiglio Direttivo ha approvato le deleghe, il programma di mandato e un calendario di sedute itineranti nei quindici Comuni. Delle quattro richieste delle associazioni, per ora, ne risponde una a metà.
Il Consiglio Direttivo del Parco Regionale dei Colli Euganei, presieduto da Mauro Delluniversità, si è insediato il 15 luglio. La nomina era arrivata il 24 giugno, con decreto del presidente della Regione, dopo settanta giorni di organi scaduti. Quell'attesa dieci associazioni ambientaliste l'avevano messa per iscritto il 30 aprile, con quattro richieste: un Direttivo scelto per competenze, l'attuazione del Piano Ambientale, la convocazione della Consulta, un confronto pubblico sul programma prima di chiuderlo. Il 28 luglio il Direttivo si è presentato alla Comunità del Parco, il 29 ha reso pubblici deleghe e programma di mandato. Il primo mese va letto con quel metro.
Vicepresidente è Mattia Montemezzo, eletto nella seduta del 15 luglio. Completano l'organo Stefania Malparte, Francesco Corso ed Emanuele Gambalonga. Nessuno dei cinque porta un profilo tecnico-scientifico: quel ruolo spetta al Comitato Tecnico Scientifico previsto dall'articolo 9 della legge regionale 23 del 2018, che non risulta ancora costituito.
«Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità e spirito di servizio. Il Parco rappresenta un patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale di straordinario valore, ma anche un territorio vissuto quotidianamente da cittadini, imprese e amministrazioni»
Mauro Delluniversità, presidente dell'Ente Parco Regionale dei Colli Euganei, comunicato stampa, 16 luglio 2026
Cinque missioni al posto delle deleghe
Il 29 luglio l'Ente ha annunciato che al posto delle deleghe classiche ci saranno cinque «Missioni Strategiche», una per componente del Direttivo:
- Governance, Riserva della Biosfera MAB UNESCO e innovazione istituzionale, al presidente Delluniversità
- Identità del Parco, fruizione, cultura e turismo sostenibile, al vicepresidente Montemezzo
- Piano Ambientale, paesaggio e governo del territorio, al consigliere Corso
- Natura, biodiversità, resilienza ecologica e rilancio del marchio del Parco, alla consigliera Malparte
- Agricoltura, economia sostenibile e sviluppo locale, al consigliere Gambalonga
L'Ente le chiama «strumenti operativi all'interno di una visione unitaria di governo del territorio». La terza è quella che le associazioni aspettano da più tempo: il Piano Ambientale in vigore è del 1998, e nel 2026 le due marce contro il cemento dentro il perimetro del Parco, a Torreglia contro il magazzino Luxardo e a Monselice contro il supermercato sotto le mura, hanno chiesto proprio questo: che il Piano torni a essere uno strumento di governo e non un vincolo da aggirare. Sul Monte Venda, la cima della base NATO abbandonata e dei 119 morti per radon, la richiesta di bonifica è aperta da anni. Per ora la missione è un titolo: nessun atto depositato.
Il programma c'è, dice l'Ente. Ma si discute dopo
Il comunicato del 29 luglio contiene una risposta, rivolta a nessuno per nome: «Contrariamente a quanto sostenuto da qualcuno, il Parco dispone quindi già di un programma di governo, costruito attorno alle Missioni Strategiche approvate dal Consiglio Direttivo».
Il «qualcuno» sono le associazioni, che il 30 aprile avevano chiesto un confronto pubblico sul programma prima che fosse chiuso. Il programma è stato approvato dal Direttivo e sarà «illustrato progressivamente» a Comuni, associazioni, categorie economiche, professionisti, università ed enti di ricerca, che potranno presentare osservazioni. È l'inverso di quanto chiesto: le associazioni volevano discuterlo prima, vengono invitate a commentarlo dopo.
Lo stesso comunicato ammette che le associazioni «negli ultimi mesi avevano evidenziato una limitata interlocuzione con l'Ente» e annuncia che il presidente ha avviato di persona un percorso di confronto. Sono incontri informali. La Consulta del Parco, l'organo in cui la legge regionale 23 del 2018 fa sedere le associazioni e che il presidente deve convocare almeno ogni sei mesi, non si riunisce dal novembre 2024 e non compare fra gli atti pubblicati da giugno a oggi. È la richiesta più semplice da soddisfare, e resta l'unica senza nemmeno un annuncio.
Il metodo: sedute itineranti e ricevimento del mercoledì
La parte più concreta riguarda il modo di lavorare. Le sedute del Direttivo si terranno, quando possibile, nei quindici Comuni del Parco, con momenti pubblici di ascolto concordati con le amministrazioni ospitanti. Il confronto con i sindaci avrà cadenza almeno bimestrale. Ogni mercoledì, in sede, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, il presidente riceve su appuntamento.
«Il Parco non deve attendere che siano i territori a raggiungerlo: deve essere il Parco ad andare nei territori, ascoltare le comunità e condividere con esse le proprie scelte»
Mauro Delluniversità, presidente dell'Ente Parco Regionale dei Colli Euganei, comunicato stampa, 29 luglio 2026
Il metodo è un passo avanti rispetto al silenzio dei mesi scorsi. Ma l'ascolto nei paesi non sostituisce l'organo in cui le associazioni hanno voce per legge.
La scadenza con una data: il Piano delle Azioni MAB
Fra gli obiettivi dichiarati uno ha un termine scritto. La Riserva della Biosfera MAB UNESCO Colli Euganei deve passare «dalla fase del riconoscimento alla fase della piena attuazione»: nelle prossime settimane saranno convocati il Comitato di Gestione e la Cabina di Regia, e il Piano delle Azioni va approvato entro il 31 dicembre 2026. È il primo impegno su cui il mandato sarà misurabile.
I selecontrolli e i numeri della fauna
Fra i primi provvedimenti operativi c'è la riattivazione dei selecontrolli, con il rientro dei selecontrollori «al massimo entro 7-10 giorni» in coordinamento con la Squadra Faunistica dell'Ente. I numeri diffusi dal Parco: 1.460 abbattimenti di cinghiale nel 2026 alla data del comunicato, oltre il 30 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il paradosso di un Parco che in venticinque anni ha abbattuto decine di migliaia di cinghiali alieni e accoglie il lupo nativo con i proiettili di gomma lo abbiamo raccontato a marzo: il primo atto di gestione faunistica del nuovo Direttivo va nella stessa direzione.