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Il camino della fonderia di zinco Uthemann a Szopienice, Katowice: le emissioni avvelenarono migliaia di bambini negli anni Settanta
Il camino della fonderia di Szopienice (Katowice, Polonia): le emissioni di piombo, zinco e cadmio avvelenarono migliaia di bambini, come racconta la serie Netflix Bambini di piombo (foto: Beemwej, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons)

“Bambini di piombo” su Netflix: la dottoressa che sfidò il regime per salvare i bambini avvelenati dalla fonderia

Nella Slesia degli anni Settanta, una pediatra scopre che i bambini del suo quartiere hanno il piombo nel sangue. La fonderia è di Stato. Il regime nega. Jolanta Wadowska-Król lotta lo stesso. Cinquant’anni dopo, a Padova, i medici di ISDE cercano la stessa verità nelle unghie di 200 bambini.

Il camino della fonderia di Szopienice, Katowice

Il camino della fonderia di Szopienice (Katowice): le emissioni avvelenarono migliaia di bambini, come racconta “Bambini di piombo” su Netflix (foto: Beemwej, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons)

Una giovane dottoressa entra nell’ambulatorio di un quartiere operaio e comincia a contare i bambini malati. Sono troppi. Anemie, ritardi nello sviluppo, convulsioni, pallore cronico. Non è un’epidemia virale. È qualcosa di peggio: è il luogo in cui vivono che li sta avvelenando. A poche centinaia di metri dall’ambulatorio c’è una fonderia di metalli non ferrosi. Dal suo camino esce piombo. Entra nei polmoni dei bambini, nel loro sangue, nel loro sistema nervoso. La dottoressa lo capisce. Il regime comunista polacco le dice di tacere. Lei non tace.

Questa è la storia vera di Jolanta Wadowska-Król, e “Bambini di piombo” (titolo originale: Dzieci z ołowiu, titolo internazionale: Lead Children) la porta su Netflix dall’11 febbraio 2026 in sei episodi diretti da Maciej Pieprzyca.

La storia vera

Siamo a Szopienice, distretto di Katowice, nell’Alta Slesia polacca — una delle regioni più industrializzate d’Europa, cuore siderurgico della Polonia comunista. Negli anni Settanta, la Fonderia di Metalli Non Ferrosi di Szopienice è un impianto strategico del regime. Produce zinco, piombo e cadmio. E produce malattia.

Jolanta Wadowska-Król è una giovane pediatra che lavora nella clinica distrettuale. Comincia a notare un pattern che non può ignorare: i bambini del quartiere presentano tassi anomali di anemia, disturbi neurologici, ritardi cognitivi. Fa analizzare il sangue. I livelli di piombo sono drammatici.

La concentrazione di piombo nei terreni delle aree residenziali di Szopienice raggiunse valori compresi tra 8.000 e 12.000 milligrammi per chilogrammo — contro una media nazionale polacca di 18 mg/kg (Università della Slesia). Non decine di volte superiore: centinaia.

«La dottoressa Wadowska-Król fu tra le prime a collegare i sintomi dei bambini di Szopienice all’avvelenamento da piombo causato dalle emissioni della fonderia locale»

Università della Slesia, motivazione laurea honoris causa, 2021

Wadowska-Król curò migliaia di bambini. Lottò contro l’apparato statale che negava il nesso tra fonderia e malattia. Ottenne che le case più vicine al camino venissero demolite e le famiglie trasferite. Il regime tentò di intimidirla, di isolarla professionalmente. Lei continuò. Nel 2021, l’Università della Slesia le ha conferito la laurea honoris causa.

La serie

Joanna Kulig — nota al pubblico internazionale per “Cold War” di Paweł Pawlikowski — interpreta Jolanta. Nel cast anche Agata Kulesza e Kinga Preis. La regia di Maciej Pieprzyca costruisce un racconto denso, che non separa mai il dramma medico da quello politico. La fonderia è dello Stato. Lo Stato non può ammettere che il suo impianto avvelena i suoi cittadini più piccoli. Il piombo non è solo un metallo: è una metafora del potere che opprime negando la realtà.

  • Titolo italiano: Bambini di piombo
  • Piattaforma: Netflix
  • Data di uscita: 11 febbraio 2026
  • Episodi: 6
  • Regia: Maciej Pieprzyca
  • Cast: Joanna Kulig, Agata Kulesza, Kinga Preis
  • Basato sul libro di Michał Jędryka

Perché guardarla ora

“Bambini di piombo” non è una serie sul passato. È una serie sul presente.

Il meccanismo che racconta — emissioni industriali tossiche, bambini esposti, istituzioni che non monitorano o che negano — non appartiene solo alla Polonia comunista degli anni Settanta. Appartiene a qualsiasi territorio in cui la produzione industriale e la salute dei bambini vengono messe sulla stessa bilancia, e la produzione pesa di più.

A Padova, nel 2026, i medici di ISDE — Medici per l’Ambiente stanno cercando 23 metalli pesanti nelle unghie di 200 bambini in 13 quartieri della città. Tra i metalli cercati c’è il piombo — lo stesso piombo che a Szopienice entrava nel sangue dei bambini di Jolanta.

La differenza è che a Szopienice c’era un regime totalitario a impedire la verità. A Padova c’è una democrazia che semplicemente non cerca.

“Bambini di piombo” merita di essere vista non per il piombo della Slesia, ma per la domanda che lascia: chi sta cercando il piombo nei nostri bambini?