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Comunità energetiche sotto il ministero: si apre il tavolo, restano sei richieste

Il 16 giugno il Movimento Nazionale CERS ha portato davanti al MASE comunità, reti territoriali e movimenti. Il ministero ha dato disponibilità ad aprire un confronto con il GSE. Fra le quarantasette adesioni al documento c'è anche CERSolidale 887, la comunità fra Vigonovo e Padova.

Il 16 giugno, davanti alla sede del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, si sono ritrovate comunità energetiche rinnovabili e solidali, reti territoriali, associazioni, cittadini, realtà dell'economia solidale e movimenti sociali. Il sit-in era stato convocato dal Movimento Nazionale CERS con una richiesta che sta in una riga: dare alle comunità energetiche un riconoscimento politico, normativo e istituzionale che oggi non hanno.

La delegazione è poi salita a parlare con tre interlocutori: Giorgio Centurelli, capo della segreteria tecnica del ministro Gilberto Pichetto Fratin, Fabrizio Penna, capo dipartimento dell'Unità di missione per il PNRR del ministero, e Davide di Giuseppe, responsabile della funzione autoconsumo e comunità energetiche del GSE.

Dall'incontro è uscito un risultato: il ministero ha dato disponibilità ad aprire un tavolo di lavoro congiunto con il Movimento e con il GSE sui punti sollevati. Il Movimento lo registra come un passaggio importante e aggiunge subito la condizione.

«L'apertura del tavolo con MASE e GSE è un passaggio importante, ma il percorso non si ferma: la mobilitazione continua fino a quando le CERS non avranno risposte chiare, tempi certi e strumenti adeguati»

Movimento Nazionale CERS, comunicato stampa, 16 giugno 2026

Le sei richieste sul tavolo

Il documento portato al ministero non è generico. Elenca sei punti, ciascuno con un riferimento normativo preciso:

  • stabilità del quadro incentivante, a partire dalla proroga del Decreto CACER oltre la scadenza del 31 dicembre 2027 e dall'aumento della capacità incentivabile oltre il tetto complessivo di 5 gigawatt oggi previsto
  • un regime fiscale coerente con la natura mutualistica e sociale delle comunità, con misure dedicate agli enti del Terzo settore e il superamento di un impianto ancora tarato sulla fase sperimentale
  • regole nazionali uniformi per l'uso di spazi pubblici, tetti, edifici, parcheggi e pensiline, con concessioni gratuite o calmierate e modelli di convenzione replicabili
  • misure specifiche per le comunità che lavorano sulla povertà energetica
  • trasparenza sulle reti, con dati aggiornati sulla capacità delle cabine primarie e secondarie e coinvolgimento delle comunità nella pianificazione degli investimenti
  • l'istituzione di un tavolo permanente fra ministero, GSE, istituzioni e rappresentanze delle comunità energetiche

Sulla proroga del Decreto CACER il Movimento annuncia una campagna di mobilitazione nazionale.

I due terzi che mancano

Il punto più concreto emerso dall'incontro riguarda i soldi. Lo stanziamento PNRR destinato alle comunità energetiche nelle aree idonee è stato ridotto di due terzi rispetto alla dotazione originaria, e su quell'ammanco il ministero ha comunicato l'intenzione di lavorare, insieme alle Regioni, a una copertura con fondi FESR.

È una dichiarazione di intenti, non un atto. La differenza conta, perché nel frattempo le comunità che hanno presentato domanda restano in attesa di sapere se un contributo che avevano messo a bilancio arriverà o no. Su questo il Movimento scrive che «non bastano dichiarazioni di disponibilità» e che servono «certezze normative, strumenti fiscali coerenti, procedure accessibili, risorse adeguate».

Le prime adesioni

In coda al comunicato c'è l'elenco delle prime adesioni: quarantasette fra comunità energetiche, associazioni e reti. Ci sono ARCI Nazionale, Fridays for Future Italia, la Rete Italiana Economia Solidale, il Collettivo di Fabbrica GKN, la Coalizione TESS. C'è anche CERSolidale 887 Società Cooperativa Impresa Sociale, la comunità nata fra Vigonovo e Padova di cui abbiamo scritto lo scorso maggio.

Che cosa guardare adesso

Il tavolo, per ora, è una disponibilità verbale espressa in una riunione. Diventerà qualcosa quando avrà un atto che lo istituisce, una cadenza e un ordine del giorno. I tre indicatori da tenere d'occhio nei prossimi mesi sono altrettanto concreti: se il Decreto CACER verrà prorogato oltre il 2027, se i fondi FESR copriranno davvero l'ammanco del PNRR, e se il tetto dei 5 gigawatt incentivabili si alzerà.

Nessuno dei tre si decide in una manifestazione. Ma senza la manifestazione del 16 giugno, nessuno dei tre sarebbe finito su un tavolo.

Fabio Temporiti

Consulente informatico di professione, aspirante pubblicista ambientale per vocazione. Scrive per EcoMagazine di conflitti ambientali, energia, acqua, aria e territorio nel Veneto, cercando di raccontare quello che chi dipende dalla pubblicità non può raccontare. Affascinato dal lupo e sensibile alle lontre.