I Salesiani vendono il complesso di Monteortone: 35 milioni per 25 ettari
Venticinque ettari di terreno fra bosco e parco, sul bordo dei Colli Euganei, sono in vendita con il complesso dei Salesiani. Il comitato dei residenti ha lanciato una raccolta di firme: nel 2023 ne aveva portate oltre duemila contro una lottizzazione, fino a scrivere al presidente della Repubblica. Gli enti coinvolti, finora, tacciono.
Il bene in vendita
L’annuncio, affidato all’agenzia fiorentina Lionard Luxury Real Estate, descrive una struttura ricettiva edificata sulle mura del cinquecentesco convento degli Eremitani di Sant’Agostino della Beata Vergine Maria di Monteortone. Il complesso comprende:
- il convento storico con il chiostro, adibito a eventi e convegni
- un hotel con centro termale (le Terme San Marco e le Terme Mamma Margherita: fangoterapia e inalazioni)
- un ristorante
- venticinque ettari di terreno, con un’ampia area boschiva e un grande parco piantumato
La superficie interna complessiva è di 10.000 metri quadrati. La scheda colloca la proprietà «ai piedi del Parco Naturale dei Colli Euganei».
Non è in vendita il Santuario della Madonna della Salute, che è un bene distinto e ha una propria scheda FAI. I due edifici condividono la storia del luogo, non il destino.
«L’edificio, non più legato al santuario, oggi è un albergo termale gestito dai Salesiani»
FAI, scheda «Monastero e chiostro salesiano Monteortone – Abano Terme», censimento I Luoghi del Cuore
Ottantanove anni di Salesiani
Il sito ha una storia secolare. La devozione mariana nasce nel 1428, con l’apparizione della Madonna al soldato Pietro Falco; il convento degli Eremitani di Sant’Agostino si sviluppa nei decenni successivi. I Salesiani acquistano la proprietà nel 1937, inizialmente come studentato teologico. Dal 1970 diventa la Casa per Ferie San Marco, la struttura di ospitalità e termalismo tuttora in attività. A gestirla, insieme alle Terme Mamma Margherita che stanno poco più in là nel Comune di Teolo, è Atesina San Marco srl, società della congregazione con sede legale ad Abano Terme in via Santuario; la seconda struttura è censita fra quelle per cure termali dal portale della salute della Regione del Veneto.
Dove si trova
Abano Terme è uno dei quindici Comuni del Parco Regionale dei Colli Euganei, istituito con la legge regionale 38 del 10 ottobre 1989 su 18.694 ettari. Il Comune vi partecipa con una porzione limitata del proprio territorio, sul confine nord-orientale del perimetro. Il Parco ha un proprio sentiero, il numero 19, detto «Sentiero di Monte Ortone» (parcocollieuganei.com), e scheda il Santuario tra i suoi siti religiosi. L’annuncio di vendita usa la formula «ai piedi del Parco Naturale dei Colli Euganei».
La mobilitazione del 2023
Il monastero e il chiostro hanno intanto una scheda nel censimento «I Luoghi del Cuore» del FAI, lo strumento con cui i cittadini segnalano i beni che vorrebbero salvare.
Il comitato non nasce con questa vendita. Nel 2023 il Comitato spontaneo Monteortone si era mosso contro la Variante urbanistica n. 27 del Comune di Teolo – un’area diversa, l’ex Cima, in un Comune distinto rispetto ad Abano Terme, anche se la toponomastica coincide. Il progetto prevedeva 90.000 metri quadrati di area verde trasformati in nove edifici di quattro piani, cento appartamenti, quaranta bungalow e un hotel a quattro piani. Oltre 2.200 persone firmarono contro, fra i sostenitori c’era Maurizio Malo, professore di diritto pubblico all’Università di Padova, e le frazioni di Monteortone e Tramonte arrivarono a chiedere di passare dal Comune di Teolo a quello di Abano. La mobilitazione è documentata da Legambiente Padova su Ecopolis.
Il Coordinamento delle associazioni ambientaliste del Parco Colli che allora era al fianco del comitato è lo stesso che il 30 aprile 2026 ha scritto al presidente della Regione sulla guida del Parco – raccontato da EcoMagazine il 20 maggio. Il tema del consumo di suolo in Veneto ha un capitolo recente anche nel polo logistico di Dolo.
Nel 2026 la partita è diversa: non c’è un Comune che vara una variante, c’è una compravendita privata fra un ente ecclesiastico e un acquirente che non si conosce.
Nessun commento dagli enti
A due settimane dall’annuncio nessuno degli enti coinvolti ha commentato. La pagina dell’Ispettoria Italia Nord Est dedicata alla casa di Monteortone non fa cenno alla vendita, e nemmeno il sito delle terme gestite da Atesina San Marco. Il Comune di Abano Terme non ha pubblicato delibere né comunicati, e la questione non risulta portata in Consiglio comunale; lo stesso vale per il Comune di Teolo, dove ricade una parte del compendio. L’Ente Parco dei Colli Euganei non si è espresso. L’ufficio stampa della Diocesi di Padova ha diffuso dieci comunicati fra giugno e settembre 2026 e nessuno riguarda i Salesiani o Monteortone. Don Vittorio Tonidandel, direttore dell’Istituto, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche.
Nel 2023 la mobilitazione è servita: la lottizzazione dell’area ex Cima non è stata realizzata. Questa volta però non c’è una variante da bocciare in Consiglio comunale, c’è un annuncio su un portale, e il comitato chiede che le istituzioni dicano qualcosa prima che la firma sia messa. Perché venticinque ettari di terreno sul bordo di un parco regionale, una volta venduti, li governa chi li compra.