Energia

«Avete rotto l’atomo» al Campo dei Girasoli: il prato dice no

A Padova, giovedì 3 settembre, Matteo De Piccoli e Giovanni Ludovico Montagnani presentano il libro davanti a un pubblico in maggioranza contrario al nucleare: emergono il vincolo del capitale per finanziare un reattore e un’autocritica degli stessi autori sull’acqua.

Al Campo dei Girasoli, in via Bainsizza 31, di nucleare si parla all’aperto, nel prato, sotto un cielo che verso il tramonto si tinge di rosa. L’atmosfera è quasi romantica, l’argomento no. La serata comincia con una domanda a mano alzata, prima ancora di aprire il libro: Matteo De Piccoli, presente di persona, chiede chi sia favorevole a nuove centrali nucleari in Italia e chi contrario, mentre il coautore Giovanni Ludovico Montagnani segue da uno schermo, collegato da remoto. «Comunque siamo maggioranza diciamo contro», dice De Piccoli. Poi la domanda che pesa di più: quanti pensano che sul nucleare debbano decidere solo i tecnici. Conta le mani e si ferma su una stima: circa metà dei presenti. Quanti fossero in tutto, non li ho contati.

La seconda domanda scalda la platea. A contestare che decida una cerchia ristretta di esperti è un uomo dalla barba bianca che alla prima alzata di mano si era dichiarato «convintissimo», e non contro: uno dei pochi favorevoli. «tutti possono accedere alle conoscenze oggi… deve essere aperto a tutti, perché tutti hanno le conoscenze». De Piccoli non chiude la discussione, la rilancia. L’evento l’aveva segnalato EcoMagazine due giorni prima.

  • Contrari a nuove centrali in Italia: maggioranza dei presenti
  • Favorevoli a lasciare la decisione ai soli tecnici: circa metà

Chi può permettersi un reattore

Il primo nodo lo sposta Montagnani dalla tecnica al portafoglio: fotovoltaico e reattore, dice, non sono la stessa scelta economica.

un singolo privato, quindi una singola azienda, si può permettere di finanziarsi un progetto fotovoltaico e non può assolutamente permettersi di finanziarsi un reattore. Enel non potrebbe finanziare dei grandi reattori, per esempio

Giovanni Ludovico Montagnani, coautore di «Avete rotto l’atomo», collegamento da remoto, Campo dei Girasoli, Padova, 3 settembre 2026

Per Montagnani ne discende che «il nucleare può essere unicamente finanziato con un’enorme partecipazione pubblica».

Alla chiusura una partecipante fa pubblicità alla propria comunità energetica: «chi volesse essere interessato sono qui». Dal prato chiedono di che si tratti, se ci siano brochure, se siano impianti casalinghi o di rione. Così esce il nome: Guizzo di Energia, la prima comunità energetica rinnovabile di Padova sud, che EcoMagazine ha raccontato ad aprile.

L’acqua, un’autocritica in pubblico

Il secondo nodo lo apre Montagnani da solo, su un tema che il libro ha trattato troppo in fretta: il manoscritto era sette volte più lungo del richiesto, e all’ultimo qualcosa è stato tagliato.

La correzione a voce va oltre il testo pubblicato: «per noi le centrali ha senso farle unicamente se si possono raffreddare con l’acqua di mare», dice Montagnani, escludendo i siti fluviali. «Immaginarlo di farlo con il cambiamento climatico che riduce a un flusso minimo le portate di questi fiumi è una completa fantasia», aggiunge.

È la stessa preoccupazione raccontata da EcoMagazine il 25 agosto, con la roccia fatta saltare nel Danubio davanti a Cernavodă e la soglia di pietra ungherese davanti a Paks.

Un libro, due coautori, la maggioranza delle persone presenti contrarie

Sul palco non ci sono posizioni opposte: ci sono i due coautori dello stesso libro, De Piccoli sull’erba e Montagnani a distanza, davanti a un pubblico in maggioranza contrario fin dalla prima domanda. È la presentazione di un libro, con le sue autocritiche e i suoi conti. Il contraddittorio arriva dal prato: l’uomo dalla barba bianca difende il nucleare tutta la serata e considera un errore la chiusura del Superphénix.

Sul finale De Piccoli torna sul programma italiano: inserirvi reattori non ancora disponibili sul mercato, sostiene, permette al governo di non prendersi la responsabilità di quelli che già esistono. L’ultima parola è di nuovo sua, e rovescia la domanda della prima mezz’ora: non è la gente a non capire, sono i governanti a non fidarsi dei cittadini. Se a decidere debbano essere tutti o soltanto i tecnici, nessuno lo chiede più.

Di «Avete rotto l’atomo», il libro al centro della serata, EcoMagazine ha scritto la recensione.

Fabio Temporiti

Consulente informatico di professione, aspirante pubblicista ambientale per vocazione. Scrive per EcoMagazine di conflitti ambientali, energia, acqua, aria e territorio nel Veneto, cercando di raccontare quello che chi dipende dalla pubblicità non può raccontare. Affascinato dal lupo e sensibile alle lontre.