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«Guerra e clima», l’onda lunga dei conflitti su suoli, acque e clima

Stefania Divertito, giornalista d’inchiesta e già portavoce del ministero dell’ambiente, ha pubblicato con Il Saggiatore un reportage sull’impatto ambientale a lungo termine dei conflitti armati. Il 28 ottobre ha presentato il libro a Padova con il ricercatore Lennard de Klerk.

La copertina di «Guerra e clima. L'ecocidio che distrugge la Terra» di Stefania Divertito (Il Saggiatore, agosto 2026, 18 euro).
La copertina di «Guerra e clima. L’ecocidio che distrugge la Terra» di Stefania Divertito (Il Saggiatore, agosto 2026, 18 euro).

A Verdun, più di cento anni dopo la Prima guerra mondiale, il suolo conserva ancora livelli altissimi di arsenico. A Gaza le bombe e i detriti tossici hanno distrutto il 97% delle colture arboree. In Vietnam le diossine dell’Agente Arancio segnano ancora le foreste. A Teheran, nel marzo 2026, è caduta una pioggia nera. Una guerra non finisce sul calendario.

Un reportage che attraversa epoche e continenti

«Guerra e clima. L’ecocidio che distrugge la Terra» (Il Saggiatore, 28 agosto 2026, 240 pagine, 18 euro) è il secondo libro di Stefania Divertito per la collana «La cultura» di Il Saggiatore, dopo «Uccidere la Natura» (2025). Co-fondatrice di «Storie Spettinate», giornalista d’inchiesta specializzata in tematiche ambientali, Divertito è stata portavoce del ministro dell’Ambiente Sergio Costa e capo ufficio stampa del ministero dell’Ambiente nei governi Conte I, Conte II e Draghi. Nel 2005 ha ricevuto il riconoscimento di «cronista dell’anno» per l’inchiesta quinquennale sull’uranio impoverito. Nel 2013 il premio Pasolini per l’inchiesta sull’amianto. Nel 2022 il premio Eternot di Casale Monferrato.

La scheda editoriale formula la premessa del volume:

«Esiste però un aspetto meno visibile della guerra, capace comunque di produrre sofferenze per molte generazioni: sono gli effetti che provoca per decenni – se non addirittura secoli – sui terreni che coltiviamo, sulle acque che beviamo, sugli animali che ci circondano, sulla vegetazione che ci permette di respirare.»

Il Saggiatore, pagina di «Guerra e clima», 2026

Il libro è un reportage che attraversa epoche e continenti per esplorare l’impatto ambientale a lungo termine dei conflitti e le iniziative messe in campo per affrontarlo e contrastarlo – «una questione da troppo tempo ignorata e nascosta», come scrive l’editore.

Da Verdun a Gaza

I casi documentati attraversano secoli e continenti:

  • Verdun (Francia, Prima guerra mondiale): arsenico nel suolo a oltre un secolo dalla battaglia
  • Vietnam: foreste segnate dall’irrorazione dell’Agente Arancio
  • Gaza (2023-2026): bombe e detriti tossici hanno distrutto il 97% delle colture arboree
  • Teheran (marzo 2026): pioggia nera caduta sulla città
  • L’accusa di «ecocidio» avanzata dalla procura di Kiev
  • I programmi di bonifica e risarcimento come via verso un «disarmo climatico» globale

Tra le ricerche citate figura anche il lavoro del ricercatore Lennard de Klerk e dell’Initiative on GHG Accounting of War, già raccontato da EcoMagazine nell’aprile 2026.

A Padova con Lennard de Klerk

Il volume esce nella stessa stagione di «Disarmo climatico» di Francesco Vignarca, già recensito da EcoMagazine. Vignarca propone quattro uscite politiche, tra cui il riconoscimento dell’ecocidio come quinto crimine internazionale nello Statuto di Roma. Divertito percorre lo stesso territorio in direzione diversa: non la proposta sistemica, ma la documentazione caso per caso, con reportage, interviste e studi scientifici.

Il 28 ottobre Divertito ha presentato il libro a Padova nell’ambito di «Dialoghi sul clima» di Aequilibria, con il ricercatore Lennard de Klerk. La cronaca della serata è su EcoMagazine.

L’unico modo per farla finire

La scheda di Il Saggiatore chiude con una proposizione che vale come posizione:

«nessuna guerra finisce davvero nel momento in cui finisce; l’unico modo per farla finire davvero è impedire che cominci.»

Il Saggiatore, pagina di «Guerra e clima», 2026

Si acquista sul sito di Il Saggiatore.

Fabio Temporiti

Consulente informatico di professione, aspirante pubblicista ambientale per vocazione. Scrive per EcoMagazine di conflitti ambientali, energia, acqua, aria e territorio nel Veneto, cercando di raccontare quello che chi dipende dalla pubblicità non può raccontare. Affascinato dal lupo e sensibile alle lontre.