Delta del Po, il mare risale il fiume per 28 chilometri
Il 10 agosto Arpae ha misurato la risalita del mare: 28,1 km sul Po di Goro, 24,6 sul Po di Venezia, Po della Donzella e Po di Tolle completamente intrusi. Il 16 settembre l’Osservatorio del distretto ha chiuso 68 giorni di criticità elevata: una delle estati più calde mai osservate nel bacino, e il Delta deve ancora fare i conti col sale.
Ventotto chilometri e cento metri: quanto il mare ha risalito il Po di Goro il 10 agosto, misurato dalla Struttura oceanografica Daphne di Arpae. Sul Po di Venezia sono 24,6 chilometri. Po della Donzella e Po di Tolle sono completamente intrusi. L’estate finisce stanotte alle 2.05.
Perché il sale risale
I tecnici risalgono i rami del Delta, rilevando la salinità ogni tre chilometri circa. La soglia è 1 psu, un grammo di sale per chilogrammo: oltre quel valore l’acqua non serve né a bere né a irrigare. Meno portata nel fiume significa meno pressione dell’acqua dolce verso il mare e risalita del cuneo; si aggiungono la subsidenza e l’innalzamento del livello del mare.
Nel 2022 a fine luglio il cuneo superava i 30 chilometri dalle foci, con portata prossima a 100 m³/s: quest’anno non si è arrivati a quel minimo, ma SNPA e Arpae avvertono che «il fenomeno è ormai un elemento ricorrente con cui le attività umane e l’ambiente deltizio dovranno confrontarsi stabilmente».
Una delle estati più calde mai osservate
Ai primi di agosto il Po a Pontelagoscuro è sceso a 206 metri cubi al secondo. Il Consorzio di bonifica Delta del Po ha chiuso le derivazioni irrigue di Porto Tolle e ha scritto che la linea di costa «si è virtualmente ritirata di almeno 20 km nell’entroterra» dai primi di luglio. Le due misure non si sommano.
Poi ha piovuto: 787 m³/s il 25 agosto, 1.024 il 14 settembre. Il 16 settembre l’Osservatorio ha abbassato la severità a «media con precipitazioni», chiudendo 68 giorni di criticità elevata. È stata una delle estati più calde mai osservate nel distretto del Po; in Piemonte, la più calda degli ultimi settant’anni.
«Dopo la grande siccità del 2022, anche quella di quest’anno si è manifestata con un lungo periodo di stress idrico che ha causato problemi per l’economia dei territori, le comunità, l’habitat e la biodiversità»
Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, comunicato del 16 settembre 2026
I numeri che la pioggia non sposta
Il bollettino ARPAV del 31 agosto:
- anno idrologico ottobre 2025 – agosto 2026: 783 mm contro 1.020 di media, -23%
- le minime in Polesine: 27 mm ad agosto a Frassinelle Polesine, 30 a Rosolina
- portate di agosto: Po a Pontelagoscuro -58% sulla media mensile, Adige a Boara Pisani -57%
- falde dell’alta pianura intorno al 5° percentile; a Schiavon (Vicenza) il pozzo è vicino al fondo, sui livelli del 2022
L’intrusione salina è «in costante regressione», ma un rilievo con i chilometri successivo al 10 agosto non risulta pubblicato. Nel bollettino del 17 settembre la portata era di 838 m³/s, l’indice di siccità a trenta giorni ancora su «siccità severa» a Piacenza e «moderata» a Pontelagoscuro. Della stessa siccità, vista dalle centrali nucleari europee, ha scritto questa testata il 25 agosto.
Emergenza contro prevenzione
L’emergenza regionale è del 1° luglio, ordinanza numero 72. Il Consiglio dei ministri il 4 agosto ha deliberato quella nazionale: dodici mesi e 3.550.000 euro dal Fondo per le emergenze nazionali, per le prime emergenze, dalle autobotti alla pulizia dei corsi d’acqua. Soldi per reggere l’estate, non per cambiarla.
«È fondamentale che da qui in avanti si possano affrontare le crisi (che, inevitabilmente, ci colpiranno anche nei prossimi anni) non più come un’emergenza, ma con un approccio di prevenzione della gestione della risorsa idrica»
Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, comunicato del 16 settembre 2026
26 settembre, Pila di Porto Tolle
Sabato 26 settembre, dalle 10 alle 12, la Carovana del Po è a Pila di Porto Tolle per «Fiume Po, navigare il cambiamento. Voci, luoghi e immagini del Delta alla prova della crisi climatica»: tour in barca con tappe all’Isola della Batteria e all’Oasi di Volta Vaccari, a cura di Legambiente Veneto con l’Autorità di bacino e il Consorzio di bonifica Delta del Po.