Prove tecniche di estinzione

Quando la crisi climatica diventa questione di dignità collettiva

Prove tecniche di estinzione. Istruzioni per salvare il salvabile di Mario Tozzi (Touring, collana Arcipelago, 2025) si presenta come un saggio diretto e senza fronzoli, che non si limita a raccontare il fallimento delle politiche ambientali ma mette in discussione il rapporto stesso tra homo sapiens e il suo pianeta.

Tozzi, geologo, divulgatore scientifico, ricercatore del CNR e volto noto della televisione, parte da una constatazione divenuta ormai difficile da negare: la Terra non è più un teatro in cui l’azione umana è neutra o neutro-benevola. L’aumento delle estinzioni, la perdita di biodiversità, il caos climatico e i disastri ecologici non sono episodi isolati, ma sintomi di una traiettoria che abbiamo costruito con arroganza.

Il cuore del libro sta nell’analisi spietata di quelle forze – economiche, culturali e politiche – che antepongono gli interessi predatori di pochi al benessere collettivo. Tozzi non risparmia critiche: attacca i negazionisti climatici, i populismi antiscientifici, la confusione tra opinioni e dati, e denuncia la retorica vuota delle grandi conferenze internazionali. Ma soprattutto denuncia la presunzione antropocentrica che ancora oggi guida scelte pubbliche e private.

La scrittura è schietta, la voce dell’autore è quella di chi conosce i dati ma non rinuncia a collegarli alle loro conseguenze sociali e politiche. Non si tratta di un libro consolatorio: Tozzi non cerca l’ottimismo artificiale, ma nemmeno cede alla paralisi dell’eco-catastrofismo. Il suo è un invito all’azione, fondato su misure concrete: dalla conversione alle energie rinnovabili alla tutela della biodiversità, fino a politiche di transizione che non scarichino il peso della crisi climatica sulle spalle dei cittadini comuni.

Quello che distingue Prove tecniche di estinzione da altri saggi ambientali è proprio questo equilibrio tra urgenza e responsabilità collettiva. Tozzi non chiede soltanto di “salvare il pianeta”: richiama alla responsabilità – etica e politica – di chi governa e di chi abita i territori. In un paese come l’Italia, segnato da dissesto idrogeologico, consumo di suolo e grandi opere spesso inutili, la diagnosi di Tozzi è anche una richiesta di verità rispetto alle scelte che finiscono per marginalizzare le comunità locali.

Il testo può sembrare parziale a chi cercasse una trattazione sistematica del problema climatico, e forse manca di una visione strategica di ampio respiro. Ma è proprio nella sua schiettezza – quasi militante – che risiede il suo valore. Prove tecniche di estinzione non è solo un’analisi dei guasti, ma un richiamo a ripensare le priorità sociali e ambientali: non più ad appannaggio di élite tecnocratiche, ma come terreno di conflitto, decisione e partecipazione democratica.

In tempi di emergenze multiple – dalla crisi climatica all’erosione della democrazia – Mario Tozzi ci ricorda che non esiste Salvezza possibile senza un cambiamento reale delle pratiche politiche e culturali. E che la resa, come scrive, non è un’opzione.

PROVE TECNICHE DI ESTINZIONE. ISTRUZIONI PER SALVARE IL SALVABILE