Il corteo dell'8 febbraio 2026 lungo il viale alberato di Torreglia
Il corteo dell'8 febbraio lungo il viale alberato di Torreglia: famiglie, striscioni, passeggini. Circa 800 persone in marcia contro il magazzino Luxardo.

Torreglia, 800 persone in marcia contro il cemento nel Parco: no al magazzino Luxardo

Il corteo dell'8 febbraio 2026 lungo il viale alberato di Torreglia
Il corteo dell’8 febbraio lungo il viale alberato di Torreglia: famiglie, striscioni, passeggini. Circa 800 persone in marcia contro il magazzino Luxardo.

Può un magazzino di lamiera e cemento valere più di 500 ciliegi marasca, di un vincolo paesaggistico, di un Parco regionale riconosciuto dall’UNESCO? Domenica 8 febbraio, a Torreglia, circa 800 persone hanno risposto di no — con i piedi per strada, con striscioni colorati, con la voce di chi chiede alle istituzioni di scegliere da che parte stare.

Il progetto: un magazzino da 3.200 mq dentro il Parco

Al centro della contestazione c’è il progetto di ampliamento dello stabilimento Luxardo S.p.A., azienda storica fondata a Zara nel 1821 e trasferitasi a Torreglia nel 1947, nota per il maraschino e profondamente radicata nel tessuto economico e identitario locale. Nessuno mette in discussione il valore dell’azienda. Il problema è dove e come vuole crescere.

Luxardo ha presentato richiesta per la costruzione di un magazzino semi-automatizzato di 3.202 metri quadrati di superficie coperta, con un’altezza di circa 10 metri — parzialmente interrato, con poco più di 7 metri fuori terra per un volume complessivo di 23.000 metri cubi. Il nuovo edificio sorgerebbe tra via Zara e via Mirabello, lungo la strada che sale verso Castelnuovo, su un’area attualmente occupata da un marascheto di circa 500 ciliegi — proprio quegli alberi che producono le marasche da cui nasce il celebre liquore. In totale, oltre 12.000 metri quadrati di area verde andrebbero persi.

I dati del progetto:
· Superficie coperta: 3.202 mq
· Altezza: circa 10 metri (parzialmente interrato, 7 m fuori terra)
· Volume: 23.000 mc
· Area verde interessata: oltre 12.000 mq
· Alberi coinvolti: circa 500 ciliegi marasca
· Vincolo paesaggistico: dal 1976
· Zona: residenziale-agricola (non industriale)
· Prossimità: adiacente a Villa dei Vescovi (bene FAI)

L’area non è zona industriale. È residenziale-agricola, sottoposta a vincolo paesaggistico dal 1976, e si trova a ridosso di Villa dei Vescovi, gioiello rinascimentale tutelato dal FAI. Il Rio Calcina scorre a monte del sito e durante le piogge intense già oggi provoca allagamenti lungo via Mirabello e i marciapiedi circostanti: una nuova costruzione ridurrebbe ulteriormente la capacità di assorbimento del suolo in un contesto di fragilità idrogeologica evidente. La Conferenza dei Servizi — alla quale partecipano anche la Soprintendenza e il Consorzio di bonifica Bacchiglione — ha prescritto a Luxardo la realizzazione di un bacino di raccolta delle acque meteoriche, ma parte dei cittadini teme che non basti a evitare un aggravamento del rischio. A questo si aggiunge un problema già presente: i residenti segnalano da tempo la presenza di grossi camion parcheggiati tutta la notte con i motori accesi lungo via Zara, con evidenti ricadute in termini di inquinamento acustico e atmosferico nel cuore di un’area residenziale.

Il progetto richiede una variante urbanistica. L’amministrazione comunale ha deliberato, rimandando le prescrizioni tecniche alla Conferenza dei Servizi. Ma la consigliera di opposizione Maria Centrella (lista Torreglia Riparte) ha sollevato dubbi sulla documentazione: nella pratica presentata alla Soprintendenza non sarebbero stati correttamente riportati i vincoli paesaggistici del 1976 gravanti su due mappali interessati dall’intervento, e sarebbe discutibile l’applicazione dell’articolo 8 del DPR 160/2010, che consente ampliamenti produttivi solo in assenza di aree industriali disponibili. E intanto il FAI, sollecitato dalle lettere dei cittadini, ha avviato una richiesta di accesso agli atti presso il Comune di Torreglia. Il sindaco si è detto disponibile al confronto, ma finora non ha partecipato agli incontri del comitato.

La domanda che resta senza risposta

Ed è qui che la questione diventa politica. I consiglieri regionali Elena Ostanel e Carlo Cunegato (AVS) hanno presentato il 3 febbraio 2026 l’interrogazione a risposta scritta n. 37 alla Giunta Stefani — “Nuovo magazzino in area colli a Torreglia: come si pone la Giunta regionale rispetto a tale intervento in un’area a forte tutela ambientale e paesaggistica?” —, portando un dato che da solo basterebbe a chiudere la discussione: a soli 2,5 chilometri dallo stabilimento esistono aree libere e capannoni dismessi in zona industriale, già idonei a ospitare attività produttive. L’interrogazione chiede quali misure di mitigazione e compensazione ambientale la Regione intenda proporre, e se non ritenga opportuno un coinvolgimento più ampio di cittadini ed enti di tutela nel procedimento autorizzativo. Perché, allora, una variante urbanistica per costruire dentro il Parco?

«È il simbolo di una visione di sviluppo giudicata incompatibile con il contesto dei Colli Euganei» — Christianne Bergamin, coordinatrice delle associazioni ambientaliste del Parco Colli.

Il corteo dell’8 febbraio

La folla radunata davanti al Municipio di Torreglia
Il raduno davanti al Municipio di Torreglia, punto di partenza del corteo.

La mattina dell’8 febbraio il raduno era fissato alle 9:30 davanti al Municipio di Torreglia, convocato dal Comitato Locale dei Cittadini e dalle associazioni ambientaliste dei Colli Euganei. In circa 800 hanno risposto — famiglie, bambini, cittadini arrivati da tutta la provincia. Il corteo ha attraversato il centro del paese con striscioni, cartelli, musica e cori, trasformando le vie di Torreglia in uno spazio di partecipazione civile.

La piazza piena davanti al Municipio di Torreglia durante il raduno
La piazza gremita davanti al Municipio: cartelli, bandiere e famiglie arrivate da tutta la provincia.

Tra gli interventi, Francesco Miazzi del Comitato Lasciateci Respirare: “I Colli Euganei sono un patrimonio comune che va rispettato e difeso.” Con lui Alessandro Mimo del Comitato Lasciateci Respirare di Torreglia e Claudio Pedron de La Vespa, che ha denunciato progetti con “superfici e volumi che deturpano il paesaggio.”

Il messaggio emerso dalla piazza non è di opposizione allo sviluppo. È la richiesta di un modello diverso, che sappia coniugare economia e tutela del territorio. I cittadini chiedono due cose concrete: la sospensione dell’iter della variante urbanistica e la convocazione di un’assemblea pubblica con l’Ente Parco Colli, la Soprintendenza e l’Amministrazione comunale. Come hanno ribadito i manifestanti: “Il suolo perso non torna, il paesaggio distrutto non si restituisce.”

«La mobilitazione è destinata a continuare» — Comitato Lasciateci Respirare.

I Colli sotto assedio: non solo Torreglia

La manifestazione dell’8 febbraio non è un caso isolato. Il consumo di suolo nei Colli Euganei procede su più fronti contemporaneamente. I numeri parlano da soli: il Veneto ha il 11,8% di suolo consumato, la provincia di Padova raggiunge il 19% — la più cementificata della regione — e nel Parco Colli tra il 2006 e il 2023 sono andati persi 270 ettari di territorio, l’equivalente di circa 400 campi da calcio. Eppure la Legge Regionale n. 14/2017 definisce il suolo una “risorsa limitata e non rinnovabile” e ne impone la riduzione progressiva del consumo, in coerenza con l’obiettivo europeo di azzerarlo entro il 2050. La DGR 668/2018 ha fissato la quantità massima di suolo consumabile per ciascun comune. Ci si chiede come una variante urbanistica per un magazzino da 12.000 mq di verde perso sia compatibile con questi vincoli.

  • A Monselice, nell’area ex Rubini in Via Marconi, è stato autorizzato il 7 ottobre 2025 un supermercato di 1.900 mq con oltre 100 posti auto: 6.000 mq di cementificazione sopra le mura storiche medievali, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico dal 1937 e dal 1958, nel cono visivo del Colle della Rocca.
  • Nell’area della Civrana, al confine tra Battaglia Terme e Galzignano Terme, un’ulteriore struttura della grande distribuzione è prevista ai piedi del Monte Croce, in un contesto paesaggistico già compromesso da attività estrattive.
  • Sempre a Monselice, la cementeria Buzzi Unicem continua a operare ai piedi del Monte Ricco — classificata dal Piano ambientale del Parco come industria insalubre incompatibile — emettendo 400.000 tonnellate di CO₂ l’anno, mentre il Comitato Lasciateci Respirare, attivo da trent’anni, ne chiede la dismissione.
  • A Sant’Urbano, è in discussione un progetto cosiddetto “migliorativo” per la discarica che prevede in realtà un aumento del 15% dei conferimenti, un innalzamento di 2,70 metri e la prosecuzione dell’attività fino al 2035.

Dopo Torreglia, la mobilitazione si sposta a Monselice: domenica 15 marzo, ore 9.30, concentramento in Via Marconi con passeggiata attraverso il centro storico — Via Cadorna, Piazza San Marco, Via Tortorini, Via Battisti, Via Roma, Piazza Mazzini — fino alla salita del Colle della Rocca, sotto lo slogan “Fermiamo l’assalto di cemento ai Colli Euganei”. Un altro slogan sintetizza lo spirito della mobilitazione: “Il territorio non è di chi lo sfrutta ma di chi verrà dopo di noi.” Una mobilitazione preparata dal Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste dei Colli Euganei, riunitosi al Centro Bachelet di Battaglia Terme il 17 febbraio scorso. I comitati e le associazioni che animano queste lotte continuano a chiedere la stessa cosa: trasparenza sulle autorizzazioni, rispetto dei vincoli, valutazione delle alternative esistenti prima di sacrificare altro terreno verde.

Manifestanti con striscione: Il Parco Colli Euganei è Biosfera UNESCO - A qualcuno è sfuggito
«Il Parco Colli Euganei è Biosfera UNESCO — a qualcuno è sfuggito.» Uno degli striscioni più efficaci della giornata.

Perché i Colli Euganei sono un Parco regionale. Sono una Riserva della Biosfera MAB UNESCO. E chi ci vive lo sa: non si può celebrare il riconoscimento internazionale con una mano e firmare varianti urbanistiche con l’altra.