Olimpiadi, eredità di promesse tradite
Con Oro colato, edito da Altreconomia, Luigi Casanova e Duccio Facchini offrono al lettore un’inchiesta precisa e documentata sul cosiddetto “miracolo” delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, smascherando l’idea – cara a istituzioni e media ufficiali – di grandi eventi come motore di sviluppo sostenibile. Il sottotitolo è già una sintesi chiara: ciò che resta, se resta, è un’eredità per pochi, spesso lontana dagli interessi delle comunità locali.
Il libro muove da un dato semplice ma fondamentale: l’entusiasmo con cui vennero celebrate le candidature è andato progressivamente scontrandosi con la realtà delle opere, dei costi e delle ricadute sociali ed economiche. Milano e Cortina dovevano essere l’esempio di un’olimpiade “a costo zero”, capace di rilanciare le montagne, fermare lo spopolamento e offrire servizi innovativi alle comunità. Invece, raccontano gli autori, quella promessa di “oro olimpico” si è sciolta come neve al sole, lasciando dietro di sé un elenco di infrastrutture inutili, spese pubbliche elevate e una gestione opaca dei processi decisionali.
Luigi Casanova – figura storica dell’ambientalismo e presidente di Mountain Wilderness Italia – con Duccio Facchini, giornalista e direttore della rivista Altreconomia, coniugano rigore investigativo e passione civile. Ne emerge un quadro dettagliato di come opere come l’Arena e il Villaggio olimpico, pur privati nei profili formali, siano state sostenute da fondi pubblici, di come piste e impianti dalla dubbia utilità abbiano consumato risorse e territori, e di come la governance dell’evento sia spesso stata caratterizzata da scarsa trasparenza e relazioni opache con grandi gruppi economici.
La narrazione non si limita a denunciare singoli episodi, ma induce a interrogarsi sulle logiche strutturali che sottendono la costruzione di grandi eventi in Italia: dall’uso strumentale della “sostenibilità” come argomento di consenso alla marginalizzazione delle popolazioni locali nelle decisioni che riguardano il loro spazio vitale. La montagna, così come la città metropolitana, appare qui segnata da scelte che premiano interessi consolidati mentre i bisogni reali delle comunità – servizi pubblici, scuole, gestione delle risorse idriche – restano al margine.
Oro colato è un invito alla consapevolezza critica, non a un rifiuto ideologico di ogni evento di portata internazionale, ma a chiedere trasparenza, partecipazione e un vero beneficio collettivo. Nel farlo, gli autori restituiscono la politica delle grandi opere al suo terreno reale: non un fantomatico progresso neutrale, bensì una sfera di conflitti di interesse, definizione delle priorità sociali e distribuzione di risorse. Un libro che non solo racconta “come è andata”, ma sollecita a ripensare i modelli di sviluppo e le narrazioni dominanti, segnalando che senza controllo democratico anche la retorica della sostenibilità può diventare strumento di privilegio per pochi, piuttosto che beneficio per tutti.
EcoMagazine Osservatorio sui conflitti ambientali
