«Siamo tutti bersagli»: a Este la piazza contro il DDL Caccia
Sabato 24 ottobre in piazza Maggiore associazioni e comitati del territorio hanno chiesto lo stop al DDL Caccia. Le oltre mille firme raccolte in estate saranno date a Massimo Vitturi della LAV, che le porterà al presidente della Repubblica.
In piazza Maggiore a Este, sabato 24 ottobre, c’era ancora un banchetto per firmare. Chi non l’aveva fatto in estate poteva farlo lì. Oltre mille firme erano già state raccolte nei mesi precedenti – banchetti ad agosto a Este, a Baone, all’Ekopark e in altri paesi dei Colli – e saranno date a Massimo Vitturi, responsabile nazionale Animali selvatici della LAV, che le porterà al presidente della Repubblica insieme a quelle della LAV. Il presidio «Siamo tutti bersagli» ha riunito associazioni e comitati del territorio contro il DDL Caccia: il voto alla Camera è atteso per novembre.
Video del sit-in di Fabio Temporiti.
Caccia, sicurezza e bracconaggio
Matilde Franzolin, tra le organizzatrici del presidio, ha aperto gli interventi con un’analisi del DDL. Secondo Franzolin, il testo prevede la riduzione delle aree protette – un rischio che riguarda anche il Parco Colli – l’ampliamento degli ambiti venatori e l’apertura al turismo venatorio dall’estero. Tra le norme contestate, la caccia sulla neve e l’uso di visori notturni e termici. Ha richiamato il tema della sicurezza: gli incidenti venatori, le persone colpite da spari scambiati per bersagli, mostrano che la caccia è una questione che riguarda tutti, non solo gli animalisti. Ha denunciato il bracconaggio, da cui il Parco Colli non è esente: nei CRAS – i centri di recupero per gli animali selvatici – arrivano esemplari come aquile e ibis feriti o uccisi.
«La fauna selvatica non è una risorsa da sfruttare a colpi di fucile. Ha bisogno di tutela, conoscenza e rispetto»
Matilde Franzolin, organizzatrice del presidio, sit-in piazza Maggiore Este, 24 ottobre 2026
Ha ricordato i progetti di coesistenza tra fauna e comunità locali: esistono, ha detto, ma servono investimenti, e secondo lei governo e Regioni preferiscono l’interesse economico più rapido a strategie di lungo periodo.
Le firme e il Parco Colli
Renato Romito, de L’Altra Este, conduttore del sit-in e partecipante alla consulta del Parco Colli, ha spiegato che le firme saranno presentate anche al presidente del Parco e al direttivo, «soprattutto che determini il fatto che il parco non diventi territorio di caccia». Dopo l’approvazione del DDL, ha detto, la Regione Veneto potrebbe ridurre le aree protette, toccando anche il territorio del Parco Colli.
Beatrice Andreose, de L’Altra Este, assessora all’ambiente del Comune di Este e delegata del sindaco nella comunità del Parco Colli Euganei, ha precisato di intervenire «in veste del tutto personale», non in rappresentanza dell’amministrazione. Ha ricordato i cacciatori che quando nacque il Parco protestarono contro la sua istituzione: temevano di perdere quel territorio venatorio, e in parte avevano ragione.
«Sono stati cacciati dalla porta, ma sono rientrati dalla finestra»
Beatrice Andreose, de L’Altra Este, assessora all’ambiente Comune di Este e delegata del sindaco nella comunità del Parco Colli Euganei, sit-in piazza Maggiore Este, 24 ottobre 2026
Secondo Andreose, nel Parco operano 120 selettori. I cinghiali erano assenti prima dell’istituzione del Parco: sarebbero stati introdotti artificialmente dagli stessi cacciatori, ha detto. Del paradosso di 25 anni di abbattimenti di cinghiali nei Colli, mentre torna il lupo, EcoMagazine ha scritto a marzo. In due sabati agostani a Este, in quattro ore totali, sono state raccolte 200 firme.
I numeri di Vitturi
Massimo Vitturi ha portato una gabbietta al presidio: è quella in cui finiscono gli uccelli migratori catturati con le reti per richiamare altri uccelli a portata di fucile. Il DDL caccia riaprirebbe gli impianti di cattura per questo uso.

«Eppure nonostante ciò, per favorire una risicata minoranza di cittadini armati di fucile, questo disegno di legge sarà un disastro per l’ambiente e per gli animali selvatici»
Massimo Vitturi, responsabile nazionale Animali selvatici LAV, sit-in piazza Maggiore Este, 24 ottobre 2026
Ha citato i dati dell’ASAPS – Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale:
- Incidenti con animali selvatici e domestici nel 2025: 205, con 14 morti in totale – lo 0,11% degli oltre 177.000 incidenti totali
- Cause umane (distrazione, mancata precedenza, velocità): 43,1% del totale
Ha aggiunto che il cinghiale è cacciabile tutto l’anno dal 2005, che il piano per la peste suina africana ha ridotto l’obiettivo di abbattimenti da 620.000 a 430.000, e che le sanzioni della legge del ’92 sono state aggiornate solo convertendole da lire a euro.
Il rischio più immediato, ha avvertito: che le norme più favorevoli ai cacciatori vengano stralciate dal DDL e inserite nella legge di bilancio 2027.
Monselice ha votato
Andrea Rosina, del Comitato Lasciateci Respirare di Monselice, ha portato una notizia: giovedì 22 ottobre il Consiglio comunale di Monselice ha adottato una mozione sul DDL Caccia. Il testo chiede di «restituire il ruolo fondamentale e centrale a Ispra», di tenere la caccia fuori dalle aree protette e lontano dalle case, di rispettare le migrazioni e i periodi di riproduzione. Sarà inviato alle Camere, ai Ministri, alla Regione e ai parlamentari del territorio.
«Può sembrare poco, può sembrare solo un gesto simbolico, ma in fondo non lo è»
Andrea Rosina, Comitato Lasciateci Respirare, sit-in piazza Maggiore Este, 24 ottobre 2026
Rosina ha invitato le altre amministrazioni del territorio a seguire l’esempio. Ha ricordato che i Colli Euganei sono Zona di Protezione Speciale per gli uccelli (ZPS) e riserva MAB Unesco: nel 2022 i volontari della LIPU hanno trovato a pochi chilometri dalla piazza il più grande dormitorio estivo del biancone in Europa. Ha ricordato che i Colli sono un’isola vulcanica immersa nel mare di cemento della pianura, tema delle battaglie del territorio contro il cemento nel Parco, come a Torreglia e a Monselice.
Sempre durante il sit-in, attori e non attori hanno animato la piazza con una performance contro il DDL Caccia.

Le voci del territorio
Lauso Zagato, direttore onorario del Centro studi sui diritti umani (CESTUDIR) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha parlato di specismo come meccanismo di esclusione e di dominio.
«Lo specismo è sempre legato a una dominazione feroce verso gli animali non umani»
Lauso Zagato, direttore onorario CESTUDIR Università Ca’ Foscari, sit-in piazza Maggiore Este, 24 ottobre 2026
Elisabetta Borsato, legale rappresentante di SOS Anfibi Padova – Colli Euganei, l’associazione di volontariato che aiuta gli anfibi ad attraversare le strade dei Colli, ha ripercorso la storia: nel 1989 il Parco sottrasse quel territorio all’attività venatoria. La tutela, ha detto, deve continuare anche oltre i confini dei parchi, perché gli animali si spostano tra campagne, boschi e zone umide: è il tema dei corridoi ecologici.
«La nascita dei parchi in Italia ha affermato che possiamo porre un limite ai nostri interessi per lasciare spazio alla vita selvatica. Quel limite è una conquista e noi siamo qui per difenderla»
Elisabetta Borsato, SOS Anfibi Padova – Colli Euganei, sit-in piazza Maggiore Este, 24 ottobre 2026
Chiara De Rossi, del comitato No Polo Logistico Tribano, ha portato le istanze dell’ISDE Padova – i medici per l’ambiente, assenti per il congresso nazionale. Secondo i medici, il piombo dei pallini è un tossico accumulativo senza soglia minima di rischio: entra nel suolo, si altera e raggiunge la catena alimentare. L’ISDE richiama l’approccio One Health: salute umana, animale e degli ecosistemi sono interdipendenti.
«È necessario smettere di orientarsi con la bussola del profitto e orientarsi invece con la bussola della scienza»
Chiara De Rossi, comitato No Polo Logistico Tribano, sit-in piazza Maggiore Este, 24 ottobre 2026
Cristiano Vanzetto, presidente di SETA ODV, associazione di volontariato della Bassa Padovana nata sette anni fa, ha presentato il bosco planiziale «Mettiamo radici»: l’associazione ha acquistato un terreno nel Comune di Solesino dove la natura sta già seguendo il suo corso.
«L’unico modo è lasciare che la natura faccia il suo corso, non l’uomo, né tantomeno i cacciatori»
Cristiano Vanzetto, presidente di SETA ODV, sit-in piazza Maggiore Este, 24 ottobre 2026
Riccardo Fortin, giovane ambientalista e del direttivo provinciale di Europa Verde Padova, già intervenuto nei giorni scorsi sul rally nei Colli Euganei, ha ricordato che i cacciatori con licenza in Italia sono scesi a poco più di 400.000, e ha citato un sondaggio Ipsos-Doxa: solo 3 italiani su 100 vorrebbero incentivare la caccia, 3 su 4 ne chiedono l’abolizione.
«la fauna selvatica non è proprietà delle lobby delle armi né merce di scambio politico. È un patrimonio della natura e della collettività»
Riccardo Fortin, direttivo provinciale Europa Verde Padova, sit-in piazza Maggiore Este, 24 ottobre 2026
Emma Malachin, ambientalista di Monselice, che aveva animato la serata su antispecismo e caccia all’Ekopark di Monselice a settembre, ha collegato la caccia all’antispecismo e alla «logica del dominio patriarcale».
«Non possiamo liberare noi stessi se continuiamo a giustificare la dominazione sulla natura e sugli animali»
Emma Malachin, ambientalista di Monselice, sit-in piazza Maggiore Este, 24 ottobre 2026
20 novembre a Baone
Matilde Franzolin ha annunciato il prossimo appuntamento: venerdì 20 novembre sera a Baone, serata informativa con la presentazione di un libro sulla fauna selvatica. L’ospite è ancora da annunciare.