Le batterie come «macchina del tempo»: il solare notturno in discussione a Palazzo Bo

All’Archivio Antico dell’Università di Padova, l’8 ottobre 2026, tre esperti mostrano come le batterie stiano già riscrivendo i mercati elettrici di California, Australia e Bulgaria – e collocano l’Italia al punto in cui la California era nel 2021

L’Archivio Antico di Palazzo Bo, giovedì 8 ottobre 2026. Sullo schermo, la slide di Beatrice Petrovich pone la domanda con cui si apre la serata: «Le batterie: un’opportunità di svolta per il sistema elettrico europeo?». Il titolo dell’incontro ha già scelto una risposta: il sole dopo il tramonto. A organizzarlo, il Centro Studi Economia e Tecnica dell’Energia «Giorgio Levi Cases» dell’Università di Padova, Italia Solare, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Padova e la Fondazione Ingegneri Padova.
Tre relatori, tre prospettive complementari su un tema che entra ormai nei bilanci delle famiglie e nelle aste di Terna.
Il gas di sempre e il sole che finisce troppo presto
Beatrice Petrovich, Senior Energy Analyst di Ember, parte da un confronto strutturale. Il gas è costoso, importato, esposto ai rischi geopolitici; il solare fotovoltaico è la fonte più economica in circolazione – ma produce solo di giorno. Il problema è la sera, quando la domanda elettrica torna a salire e il sole è già tramontato. Le batterie colmano esattamente quel vuoto.
«servire come una macchina del tempo, possiamo dire»
Beatrice Petrovich, Senior Energy Analyst, Ember, serata «Il sole dopo il tramonto», Archivio Antico di Palazzo Bo, Padova, 8 ottobre 2026
L’estate 2026 lo ha già mostrato in chiaro: in quei mesi il sole e il vento hanno coperto il 37% della domanda nei picchi di luglio. Il problema non è più la produzione; è dove mettere l’energia quando ce n’è troppa di giorno e troppo poca la sera.
Petrovich porta quattro casi concreti. In Bulgaria nel primo semestre 2026, solare e batterie hanno coperto circa il 24% della domanda nelle fasce serali tra le 19 e le 21, secondo i dati di Ember. In California la quota di fossili nelle ore serali è scesa dal 44% al 34% tra settembre 2021 e settembre 2025, mentre le batterie sono salite dal 3% al 22% (Ember European Electricity Review 2026). In Australia nel quarto trimestre 2025, le batterie hanno fissato il prezzo nel 36% delle ore di punta serali, il doppio del 18% dell’anno precedente (Ember Global Electricity Review 2026). Nel Regno Unito, uno studio del Centre for Net Zero realizzato con il contributo di Ember su famiglie vulnerabili dotate gratuitamente di pannelli e batterie ha registrato un risparmio del 62% sulla bolletta, circa 700 sterline l’anno.
Il confronto più significativo riguarda l’Italia: a settembre 2025 le batterie coprivano il 3% della domanda nelle ore serali. Esattamente dove era la California nel 2021.
«la direzione è chiara, tutto questo succede comunque»
Beatrice Petrovich, Senior Energy Analyst, Ember, serata «Il sole dopo il tramonto», 8 ottobre 2026
La velocità, però, dipende dalle regole.
Trentasette gigawatt e il meccanismo che serve
Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare, ricostruisce la traiettoria italiana. Dal conto energia degli anni Duemila allo stop brusco del 2012, dal Superbonus che ha ridato slancio al fotovoltaico residenziale fino alla situazione attuale.
«Meno male che abbiamo 37 gigawatt di fotovoltaico installato in Italia»
Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare, serata «Il sole dopo il tramonto», 8 ottobre 2026
Quei 37 GW hanno abbassato i prezzi di giorno. Il problema è la sera: l’accumulo è la risposta. Viscontini entra nel dettaglio del MACSE, il meccanismo di Terna per remunerare gli accumuli connessi alla rete: la prima asta ha assegnato 10 GWh, una seconda asta è prevista per 16 GWh, l’obiettivo complessivo del Piano di Sviluppo 2025 di Terna arriva a 71,5 GWh. A questo si aggiungono i ricavi dai servizi di rete e bilanciamento: «fotovoltaico più accumulo» diventa una fonte programmabile, non più intermittente.
Sul nucleare, e sui piccoli reattori modulari (SMR) di cui si torna a parlare in Italia, Viscontini è scettico: restano promesse lontane e costose, mentre fotovoltaico e accumuli sono già qui e li finanziano i privati.
Sul fronte tecnologico, Viscontini si oppone a barriere eccessive verso la filiera cinese: l’obiettivo è la transizione, non il protezionismo. E cita il riciclo come risorsa, non come problema: le competenze ci sono già in Italia.
Le reti e il mercato che cambia dal basso
Arturo Lorenzoni, professore di economia dell’energia all’Università di Padova, presenta un’analisi controfattuale: cinque anni di dati di mercati esteri con le batterie tolte dal sistema. Il risultato è netto: picchi di prezzo più alti, spread giornaliero più ampio, volatilità maggiore.
«vuol dire che tutto sommato le batterie stanno già funzionando»
Arturo Lorenzoni, professore di economia dell’energia, Università di Padova, serata «Il sole dopo il tramonto», 8 ottobre 2026
L’accumulo fa molto più che spostare energia: fornisce inerzia, frequenza, black start – i servizi di rete un tempo garantiti dalle grandi turbine a gas. Man mano che le batterie si diffondono, il valore di mercato di questi servizi cala (come è già avvenuto nel Regno Unito) e il valore strutturale torna a essere lo spostamento dell’energia nelle ore serali. Tecnologia veloce, regole lente: la legislazione non riesce a stare al passo.
Nel dibattito finale, Lorenzoni indica dove si gioca la partita:
«la concorrenza ai grandi produttori non la fanno i grandi produttori, la fanno i consumatori»
Arturo Lorenzoni, professore di economia dell’energia, Università di Padova, serata «Il sole dopo il tramonto», 8 ottobre 2026
Il riferimento è alle comunità energetiche già operative nel Padovano – da Guizzo di Energia a CERSolidale 887 e alla CER Montegrotto Terme 1 – dove i consumatori producono, accumulano e gestiscono la propria fascia oraria. Il modello che Lorenzoni descrive in astratto esiste già, su scala ridotta, a pochi chilometri da Palazzo Bo.
Dal 3% al 22% in quattro anni
Il confronto California-Italia ha attraversato l’intera serata. Nel 2021 la California era al 3% di batterie nelle ore serali; nel settembre 2025 era al 22%. L’Italia, nello stesso mese, era al 3%. La traiettoria è nota. Quattro anni, se la politica sceglie di percorrerli.