Energia

Comunità energetiche, altri 246 milioni e 38.390 domande ammesse

Il decreto PNRR di agosto aggiunge 246 milioni alle comunità energetiche e in un mese le domande finanziate salgono di 8.091. Dopo le due mobilitazioni della primavera il confronto con il ministero era atteso a settembre. In Veneto tre comunità energetiche padovane sono già al lavoro.

Alla fine di agosto le comunità energetiche italiane si sono trovate 246 milioni di euro in più. Il Gestore dei Servizi Energetici lo ha annunciato il 27 agosto insieme al settimo elenco di chi il contributo del PNRR lo ha ottenuto, e il 28 ha pubblicato l’ottavo: in un mese le domande finanziate sono passate da 30.299 a 38.390, i contributi da 779 milioni a poco più di un miliardo.

Non sono soldi nuovi. Arrivano dalla legge di conversione del decreto PNRR, che li sposta sulla misura per le comunità energetiche dentro la riprogrammazione del Piano concordata con la Commissione europea: la dotazione sale da 795,5 a 1.041,5 milioni, gli impianti coperti dagli elenchi da 1.763 a 2.300 megawatt. Altri elenchi potranno uscire, avverte il Gestore, per distribuire quello che resta e quello che si libera con le rinunce.

Per chi il contributo lo ha ottenuto le scadenze restano due: gli impianti in esercizio entro due anni dall’accordo con il GSE e comunque non oltre il 31 dicembre 2027, e le domande di pagamento da presentare sul portale nuovo, attivo dal 3 agosto.

Il tavolo nato in primavera

Dietro i numeri c’è una vertenza che EcoMagazine ha seguito in due tappe. Il 20 maggio le reti territoriali hanno manifestato davanti alla sede romana del GSE, e da lì è nato un tavolo permanente con il Gestore. Il 16 giugno il Movimento Nazionale CERS e il Coordinamento CERS Roma e Lazio hanno portato davanti al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sei richieste: stabilità normativa e proroga degli incentivi oltre la scadenza del Decreto CACER, un quadro fiscale coerente con la natura non profit delle comunità, un ruolo più forte degli enti locali, misure contro la povertà energetica, trasparenza sui dati delle reti e un confronto permanente fra ministero, GSE e rappresentanze.

Il 30 giugno il tavolo con il Gestore è diventato operativo: incontri ogni mese, una squadra dedicata alle comunità energetiche, un referente unico e alcuni interventi sul portale.

«L’apertura del Tavolo permanente con il GSE è un primo risultato importante, ma ora serve trasformare il confronto in soluzioni concrete.»

Movimento Nazionale CERS e Coordinamento CERS Roma e Lazio ETS, comunicato congiunto, 8 luglio 2026

Il confronto con il ministero era previsto a settembre, con cadenza bimestrale.

Che cosa dicono le comunità energetiche

In un articolo di QualEnergia del 4 settembre Riccardo Troisi, presidente del Coordinamento CERS Roma e Lazio, fa il punto sul tavolo: «non si vede il risultato delle nostre richieste». I temi restano quelli operativi, dal portale ai tempi di risposta del Gestore, e l’auspicio è un nuovo incontro con il GSE entro settembre, seguito da uno con il ministero su incentivi, scadenza del 31 dicembre 2027 e rifinanziamenti.

Le comunità energetiche del Padovano

Il Manifesto nazionale delle comunità energetiche rinnovabili e solidali descrive comunità che mettono insieme energia e ricadute sociali. Anche in Veneto esperienze così esistono da anni, e in provincia di Padova EcoMagazine le ha raccontate:

  • CERSolidale 887, cooperativa con lo status di impresa sociale nata a Vigonovo, fra Venezia e Padova
  • CER Montegrotto Terme 1, costituita da Comune, Auser e parrocchia, che destina tutti gli incentivi a progetti per la collettività
  • Guizzo di Energia, alla Guizza di Padova, che assegna un terzo dei ricavi a finalità sociali

Tutte e tre sono nate dentro lo stesso bando regionale, l’Azione 2.2.1 del PR FESR 2021-2027 della Regione del Veneto.

A chi una comunità energetica volesse costruirla davvero, resta il libro che abbiamo recensito, «Come si fa una comunità energetica (per davvero!)».

Fabio Temporiti

Consulente informatico di professione, aspirante pubblicista ambientale per vocazione. Scrive per EcoMagazine di conflitti ambientali, energia, acqua, aria e territorio nel Veneto, cercando di raccontare quello che chi dipende dalla pubblicità non può raccontare. Affascinato dal lupo e sensibile alle lontre.