La CER di Montegrotto punta oltre: nuovi impianti e nuove cabine


Giovedì sera, al Patronato San Pietro, la CER Montegrotto Terme 1 ha presentato il suo lavoro a chi vuole entrarci. Il vicepresidente Paolo Ferraresi ha spiegato come funziona la comunità energetica nata quasi due anni fa e perché l'incentivo va tutto in attività sociali e ambientali. La segretaria Patrizia Turcato ha legato la CER a una transizione che non lasci indietro nessuno, a partire dalla povertà energetica. Luca Varotto, presidente dell'associazione La Vespa, ha illustrato i prossimi passi: nuovi impianti e nuove cabine oltre Montegrotto.
Il meccanismo e il primo bonifico
Una CER funziona così. Un socio produce energia con i pannelli sul tetto. Un altro socio, nel perimetro della stessa cabina primaria, la consuma nella stessa ora. Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) registra quell'incrocio e riconosce alla comunità un incentivo di circa 14 centesimi per ogni kWh condiviso. Non c'è nessun cavo che collega i due: è uno scambio virtuale, contabilizzato dai contatori.
Per Montegrotto Terme la cabina di riferimento è quella di Monte Rosso (configurazione 901). Secondo il sito della CER, copre in tutto o in parte i comuni di Abano Terme, Albignasego, Cervarese Santa Croce, Due Carrare, Galzignano Terme, Maserà di Padova, Montegrotto Terme, Padova, Rovolon, Saccolongo, Selvazzano Dentro, Teolo, Torreglia, Veggiano e Vo'. Chi abita a Turri ricade invece nella cabina di Battaglia Terme. La mappa delle cabine primarie si può consultare sul sito del GSE. La CER sta lavorando per attivare una nuova configurazione che includa anche quella zona.
L'incentivo non va ai singoli soci: ogni anno l'assemblea, sulla base del rendiconto, decide come usarlo.
«La scelta è stata di devolverlo tutto in attività sociali e ambientali»
Paolo Ferraresi, vicepresidente CER Montegrotto Terme 1, serata informativa al Patronato San Pietro di Montegrotto Terme, 22 ottobre 2026
Il primo bonifico dal GSE è arrivato a giugno 2026, relativo all'anno 2025, con sei mesi di ritardo.
Transizione equa, nessuno lasciato indietro
Patrizia Turcato, segretaria della CER Montegrotto Terme 1, ha risposto alla domanda di fondo: perché entrare in una comunità energetica? Per essere protagonisti della trasformazione energetica, e per cambiare i propri comportamenti: usare l'energia quando viene prodotta, diventare consumatori attivi in grado di gestire i propri consumi.
Ma c'è una ragione in più. Il legislatore ha voluto che la transizione avvenisse in modo equo, senza lasciare nessuno indietro: la CER è anche uno strumento di contrasto alla povertà energetica.
«La povertà non si sceglie»
Patrizia Turcato, segretaria CER Montegrotto Terme 1, serata informativa al Patronato San Pietro di Montegrotto Terme, 22 ottobre 2026
È una condizione che può colpire chiunque: per disoccupazione, reddito insufficiente, famiglie con minori, disabilità, anziani. Turcato ha ricordato che il fenomeno riguarda circa 50 milioni di persone in Europa e che in Italia l'Osservatorio italiano sulla povertà energetica lo stima intorno al 9%.
La CER è sinergia, ha spiegato, guidata dall'idea di bene comune: l'obiettivo non è generare profitti finanziari, ma benefici per il territorio. Partecipare è libero, volontario e gratuito; si entra e si esce quando si vuole. Famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni sono solo produttori e consumatori, «uno di fianco all'altro». Per questo, ha concluso, bisogna fidarsi.
La prospettiva collettiva
Dopo Patrizia Turcato ha preso la parola Luca Varotto, presidente de La Vespa, associazione ambientalista di Battaglia Terme che da quarant'anni si batte contro il consumo di suolo e in difesa della fauna, della flora e dei Colli Euganei.
«La prospettiva non è più individuale, ma è collettiva. E questo fa la differenza nel momento in cui una comunità decide, con coscienza, quale strada prendere»
Luca Varotto, serata informativa al Patronato San Pietro di Montegrotto Terme, 22 ottobre 2026
Varotto ha inquadrato la CER nel tema della crisi climatica: le comunità energetiche sono uno degli strumenti per mitigarne gli effetti, insieme alle fonti rinnovabili e alla transizione.
I prossimi passi
Sul magazzino comunale arriverà un impianto da 60 kW, realizzato grazie a un bando regionale vinto dal Comune. Le pompe del teleriscaldamento ne riceveranno uno da circa 45 kW. La novità più importante riguarda la scuola Don Milani a Turri: il suo impianto da 28 kW sta nella cabina di Battaglia Terme e permetterà di aprire lì una nuova configurazione, partendo da zero nella ricerca di consumatori e produttori.
L'obiettivo è espandersi ad altre cabine primarie, come Battaglia e Due Carrare, per dividere i costi fissi e moltiplicare le risorse da destinare ai progetti sociali. Alla data della serata la CER conta 48 soci; nella configurazione di Montegrotto ci sono anche sei impianti privati da 6 kW ciascuno. Anche la Provincia di Padova sta valutando di entrare, come consumatore o produttore.
Come aderire
Entrare come consumatore non richiede pannelli. Bastano un contatore elettrico di seconda generazione (2G) intestato, un modulo di adesione e un mandato che autorizza la CER a tenere rapporti con il GSE.
«Chi entra a far parte di una comunità energetica non deve cambiare il proprio fornitore, quindi nella bolletta non cambierà assolutamente niente»
Luca Varotto, serata informativa al Patronato San Pietro di Montegrotto Terme, 22 ottobre 2026
La storia della CER dalla fondazione è raccontata nell'articolo di EcoMagazine.