Energia

«Liberare l’energia italiana»: l’appello al MASE che chiede CER semplici e veloci

Locandina dell'appello «Liberare l'energia italiana» promosso dal gruppo Rinnovabili per l'Italia, ottobre 2026
La grafica per le adesioni all’appello «Liberare l’energia italiana», promosso dal gruppo Rinnovabili per l’Italia.

Una coalizione di ricercatori, ambientalisti ed economisti ha scritto al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica una lettera di quattro pagine. La richiesta: un incontro urgente per sbloccare lo stallo delle rinnovabili in Italia. La lettera si chiama «Liberare l’energia italiana» ed è firmata dal gruppo «Rinnovabili per l’Italia». Fra i promotori: Nicola Armaroli, dirigente di ricerca al CNR-ISOF di Bologna; Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente dal 2018; Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia Politica all’Università Tor Vergata; Attilio Piattelli, presidente del Coordinamento FREE. Fra i promotori anche Andrea Barbabella, Giovanni Battista Costa, Francesco Ferrante, Andrea Ferrazzi, Monica Frassoni, Luca Raffaele e Riccardo Troisi.

La diagnosi: burocrazia senza fine

La lettera identifica i colli di bottiglia del settore: autorizzazioni VIA lente e frammentate, conflitti tra Stato, Regioni e Soprintendenze, procedure GSE complesse, reti congestionate, accumuli insufficienti e instabilità normativa. I promotori non contrappongono tutela e sviluppo: la ammettono necessaria, ma la vogliono definita.

«La tutela ambientale esige controlli rigorosi, ma non tempi indefiniti.»

Rinnovabili per l’Italia, lettera al MASE, ottobre 2026

Rimuovere questi blocchi, scrive la lettera, costa allo Stato una minima frazione delle risorse necessarie per rincorrere ogni crisi con bonus temporanei e tagli alle accise.

Le richieste per le comunità energetiche

La sezione «CER semplici e accessibili» è la più operativa dell’appello. Prima richiesta: modulistica unica e semplificata, con pre-verifica digitale e piena interoperabilità tra GSE, distributori, Comuni e Sistema Informativo Integrato. Le altre quattro:

  • tempi massimi per il riconoscimento delle configurazioni CER e per l’erogazione degli incentivi
  • assistenza tecnica gratuita a piccoli Comuni, parrocchie, cooperative, condomini e soggetti del Terzo settore
  • finanziamento di tutte le domande PNRR presentate entro il 30 novembre 2025
  • estensione della normativa CACER oltre il 31 dicembre 2027, fino a esaurimento dell’intero contingente di 5 GW

La lettera chiede anche che le CER diventino uno strumento strutturale di contrasto alla povertà energetica e che continui il tavolo con il GSE avviato dal Coordinamento delle CER.

Cosa aggiunge rispetto a giugno

EcoMagazine segue questa vertenza da maggio, quando il Movimento Nazionale CERS ha lanciato la prima mobilitazione per un tavolo permanente. Il 16 giugno un sit-in davanti al MASE aveva formulato sei richieste concrete; a settembre era uscito il primo resoconto del tavolo CER-GSE.

L’appello di ottobre incorpora quelle richieste e le allarga. Entrano i fondi alle domande PNRR già presentate, la modulistica unica con scadenze certe per il GSE, l’assistenza tecnica gratuita per le realtà più piccole, royalty e compensazioni territoriali per chi ospita grandi impianti. Sul fronte della rete, la lettera cita la stima di Terna – circa 71,5 GWh di nuovi accumuli necessari al 2030 – e chiede obiettivi vincolanti di stoccaggio per territorio.

Nessuna risposta dal ministero

Alla data di pubblicazione nessun comunicato del MASE risponde specificamente all’appello. Le adesioni sono aperte a organizzazioni della società civile e associazioni di imprese: non persone fisiche, non singole aziende. I promotori richiedono un tavolo permanente aperto a tutti i soggetti sociali, sindacali, economici e ambientali, con il compito di monitorare l’avanzamento delle misure e l’accelerazione delle rinnovabili in Italia.

Fabio Temporiti

Consulente informatico di professione, aspirante pubblicista ambientale per vocazione. Scrive per EcoMagazine di conflitti ambientali, energia, acqua, aria e territorio nel Veneto, cercando di raccontare quello che chi dipende dalla pubblicità non può raccontare. Affascinato dal lupo e sensibile alle lontre.