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Volantino della Marcia Stop Pesticidi 2026: 10 maggio da Cison di Valmarino all'Abbazia di Follina
Anteprima social Marcia Stop Pesticidi 2026.

Stop pesticidi, ritorno alla terra: il 10 maggio si marcia da Cison a Follina

Volantino della Marcia Stop Pesticidi 2026 con data, percorso e logo della campagna
Il volantino della Marcia Stop Pesticidi 2026. Domenica 10 maggio, partenza ore 10.30 da Cison di Valmarino, arrivo all’Abbazia di Follina. Il manifesto integrale e le informazioni pratiche su marciastoppesticidi.it (immagine: Marcia Stop Pesticidi).

Domenica 10 maggio 2026, alle 10.30, da Cison di Valmarino partirà la quattordicesima edizione della Marcia Stop Pesticidi. Il percorso, una decina di chilometri, attraverserà i Colli del Prosecco fino all’Abbazia di Follina, in provincia di Treviso. Non è scelta casuale. Il distretto del Prosecco DOCG, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2019, è uno dei territori italiani a più alta densità di vigneti specializzati e a più alto consumo di prodotti fitosanitari per ettaro. Il manifesto della marcia lo dice senza giri di parole: «manifestiamo per il ritorno alla terra», cioè «per il passaggio da un’agricoltura industriale a un’agricoltura ecologica, contadina e artigiana, in grado di produrre cibo sano per tutti e di promuovere un ritorno al rispetto della terra e della sua fertilità».

L’edizione 2026 arriva in una congiuntura europea particolare. Il 16 novembre 2023 la Commissione Europea ha rinnovato per altri dieci anni l’autorizzazione del glifosato (Reg. UE 2023/2660). Pochi mesi prima, nel febbraio 2024, il Parlamento Europeo ha bocciato il regolamento SUR (Sustainable Use of pesticides Regulation), che avrebbe imposto la riduzione del 50 per cento dell’uso e del rischio dei pesticidi entro il 2030. Sul piano nazionale, l’Italia non ha ancora un Piano d’Azione Nazionale aggiornato sui prodotti fitosanitari (l’ultimo, il PAN, è scaduto nel 2019).

Tre assi: salute, territorio, lavoro

Il manifesto della Marcia Stop Pesticidi si regge su tre richieste tenute insieme. La prima è la salute. Il testo cita esplicitamente l’aumento di malattie croniche associate all’esposizione a pesticidi: Parkinson, alcuni tumori, alterazioni del sistema endocrino, «diabete, disfunzioni tiroidee e disturbi dello sviluppo neurologico e sessuale, soprattutto nei soggetti più vulnerabili, in particolare nei bambini». Il riferimento scientifico più solido sulla cancerogenicità del glifosato resta la monografia 112 dell’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS), che nel 2015 lo ha classificato come «probabile cancerogeno per l’uomo», categoria 2A. I rapporti annuali ISPRA sui pesticidi nelle acque mostrano che, nel più recente disponibile, residui di sostanze attive sono stati rilevati nel 55,1 per cento dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 22,7 per cento delle acque sotterranee, con frequenti superamenti degli standard di qualità ambientale (ISPRA, Rapporto nazionale pesticidi nelle acque).

«È sempre più urgente l’applicazione del principio di precauzione, il divieto di deroghe per pesticidi già vietati, e il bando dei pesticidi di sintesi entro il 2050»
Manifesto Marcia Stop Pesticidi, edizione 2026 (marciastoppesticidi.it)

La seconda richiesta riguarda il territorio. Le zone cuscinetto di almeno 50 metri dai terreni trattati sono il cardine: la normativa nazionale italiana (D.Lgs. 150/2012) e le linee guida regionali consentono distanze molto inferiori, spesso 5 o 10 metri, e in alcuni casi nessuna distanza, vicino a scuole, parchi gioco, percorsi vita. Il manifesto chiede inoltre il blocco dell’espansione delle monocolture, vigneti e frutteti, sia convenzionali sia biologiche, e la tutela degli habitat naturali (prati, boschi, fiumi e laghi). Sul punto è esplicito: il problema non è solo la chimica di sintesi, è il modello produttivo che ha sostituito l’ecosistema con il vigneto.

La terza richiesta, ed è qui il filo rosso con l’inchiesta del 2 maggio sulla moda etica, riguarda i lavoratori. Il manifesto si dichiara «solidale con le lotte per la difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori agricoli» e sostiene «l’azione di contrasto allo sfruttamento del lavoro schiavistico e al caporalato nei campi». Il dato è quello del rapporto Agromafie e Caporalato dell’Osservatorio Placido Rizzotto della FLAI-CGIL: in Italia circa 230.000 persone lavorano sotto caporalato in agricoltura, di cui 55.000 in condizioni vicine alla schiavitù (FLAI-CGIL). Stesso meccanismo, stessa filiera che non vede, stessi corpi più ricattabili: chi cuce a Dacca per 94 euro al mese e chi raccoglie a Foggia per 3 euro all’ora. La marcia non li separa.

Vista panoramica delle colline di Valdobbiadene coperte di vigneti del Prosecco
Le colline di Valdobbiadene viste da Santo Stefano. Il distretto del Prosecco DOCG, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2019, è uno dei territori italiani a più alta densità di vigneti specializzati e a più alto consumo di prodotti fitosanitari per ettaro. La marcia del 10 maggio 2026 partirà proprio da qui (foto Mruzzene, Wikimedia Commons, pubblico dominio).

Il glifosato e le deroghe che continuano

Il rinnovo decennale del glifosato è il caso simbolo di una procedura europea che, di fronte a un dossier scientifico controverso, ha scelto di proseguire. La votazione del comitato d’appello del 16 novembre 2023 non aveva raggiunto la maggioranza qualificata né a favore né contro: la Commissione ha deciso da sola. Diverse organizzazioni, tra cui Pesticide Action Network Europe (PAN Europe), hanno presentato ricorsi presso la Corte di Giustizia UE, ancora pendenti. In Italia il Ministero della Salute ha confermato l’uso, mantenendo le restrizioni introdotte nel 2016 (divieto in aree frequentate dalla popolazione e divieto del pre-raccolto).

Il manifesto della Marcia Stop Pesticidi chiede in particolare il «divieto di deroghe per pesticidi già vietati». Il riferimento è alle autorizzazioni di emergenza concesse ogni anno dagli Stati membri per principi attivi non più approvati a livello UE. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) tiene un registro pubblico delle deroghe, che mostra come molte autorizzazioni di emergenza si ripetano negli stessi paesi anno dopo anno, perdendo di fatto il carattere emergenziale.

Sul piano UE, il riferimento normativo che il manifesto vuole rilanciare è la Direttiva 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei pesticidi, che ha introdotto i Piani d’Azione Nazionale e l’obbligo di privilegiare la difesa integrata. La proposta di Regolamento SUR avrebbe portato gli obiettivi al 2030 con vincoli quantitativi e zone sensibili: la sua bocciatura ha lasciato un vuoto.

Agroecologia: il modello che il manifesto chiede

Il manifesto non si limita alla denuncia. Indica un’alternativa, l’agroecologia. Il termine, codificato negli ultimi vent’anni dalla FAO, è una scienza, un movimento e una pratica: produzioni alimentari basate su processi ecologici (rotazioni, consociazioni, fertilità del suolo organica), filiere corte, autonomia delle comunità contadine, rispetto dei saperi locali. Il rapporto del panel internazionale IPES-Food From Uniformity to Diversity (2016) resta il riferimento di sintesi più solido sul perché il modello industriale ha fallito su clima, biodiversità e salute.

In Veneto le esperienze esistono. Nel distretto del Prosecco, alcune cantine hanno adottato il regime biologico (Reg. UE 2018/848). I distretti del bio padovano e i mercati contadini gestiti dalla rete dei Gruppi di Acquisto Solidale rappresentano un’infrastruttura che esiste e cresce, anche se sotto i radar della cronaca. Il manifesto della Marcia Stop Pesticidi chiede di sostituire l’incentivo alle monocolture con incentivi «alla produzione alimentare locale, biologica e stagionale».

Trattore con atomizzatore in azione che spruzza pesticidi su un campo agricolo
Atomizzatore in azione su un campo agricolo. Il glifosato resta il principio attivo più diffuso al mondo. Nel 2015 l’IARC lo ha classificato come probabile cancerogeno per l’uomo. La Commissione Europea ne ha rinnovato l’autorizzazione fino al 2033 (foto Stefan Thiesen, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0).

La rete che c’è dietro

La Marcia Stop Pesticidi è promossa da una rete di comitati, associazioni e organizzazioni che si è progressivamente allargata. Tra le aderenti dell’edizione 2026 figurano Legambiente, Lipu Treviso, Comunità Laudato si’, Terra Nuova, la coalizione Cambiamo Agricoltura (che riunisce ISDE Italia, WWF, Slow Food, FederBio, Pro Natura, Lipu, Legambiente). Il sito ufficiale raccoglie tutte le adesioni.