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Questo non è un clima caraibico!

di Luca Lombroso – Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha detto che dovremo “abituarci al clima caraibico” ed ha anche aggiunto che la cosa non dovrebbe preoccuparci più di tanto.
Da meteorologo, permettetemi una precisazione.

Questo non è un clima caraibico.

Ai Caraibi le temperature sono elevate tutto l’anno, ma il mare ne limita gli eccessi: le massime sono generalmente comprese tra *30 e 33°C*, con elevata umidità e brezze quasi quotidiane.
Quando in Pianura Padana raggiungiamo 39-40°C, come sta accadendo in questi giorni, non stiamo vivendo un clima caraibico. Stiamo sperimentando gli effetti di masse d’aria di origine sahariana, che in alcuni casi conferiscono condizioni più simili a quelle delle regioni ai margini del Sahara e del Sahel che non alle isole dei Caraibi.

Il vero problema, però, non è trovare il paragone geografico più azzeccato. Il problema è che il Mediterraneo è uno degli hotspot del cambiamento climatico globale: una regione che si sta riscaldando più rapidamente della media del pianeta, dove le ondate di calore stanno diventando più intense, più frequenti e più durature.
Non stiamo andando verso un “clima caraibico”. Stiamo assistendo alla trasformazione del clima mediterraneo, che conserva la sua identità ma assume caratteristiche sempre più estreme: ondate di calore eccezionali, siccità prolungate, incendi, precipitazioni torrenziali e alluvioni.

E c’è un’ultima considerazione. In questi giorni, molte località dei Caraibi registrano temperature massime inferiori a quelle di Modena, Bologna o Ferrara. Forse è questo il dato che dovrebbe farci riflettere di più.