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“Vedere la Luna”: Erica Ceola ci racconta quando gli animali ci guardano negli occhi

Erica Ceola, giovanissima attivista e scrittrice vicentina, firma un libro che riesce in un’impresa più unica che rara: affrontare i temi dell’ambientalismo senza scrivere un trattato, ma facendolo scorrere dentro una storia emotiva, appassionante e profondamente politica.

Sin dalle prime righe, “Vedere la Luna”, edito da Scatole Parlanti, sorprende il lettore che si trova di fronte ad una voce narrante non umana. Il protagonista del libro di Erica Ceola infatti è un “galgo” spagnolo. Anzi, una bellissima galghetta femmina. Per chi non lo sapesse, i galgo sono una razza di cani levrieri tipici della Spagna. Se cercate su Wikipedia, troverete che si tratta di un animale “dal carattere dolce, riservato, molto affettuoso e incredibilmente pacifico, sebbene in passato sia stato addestrato per la caccia”. Un cane di indole assolutamente docile che in Spagna viene però crudelmente utilizzato nei circuiti clandestini delle corse e del bracconaggio. Cani che l’ambientalista Erica conosce molto bene, avendone adottato uno. Ed è proprio la galghetta protagonista del libro a narrare in prima persona le tante vicende vissute con la sua umana! Più che un singolo personaggio individuale, la galghetta si propone al lettore come una sorta di voce collettiva di tutti i galgos sfruttati e abbandonati. Non è neppure un  caso che col suo nome non compaia nel testo ma solo nel titolo: Luna. 

Attraverso gli occhi di Luna – vittima e testimone di tante vicissitudini – Erica Ceola ci accompagna dentro i grandi temi del nostro tempo: lo sfruttamento animale, la crisi climatica, la distruzione della biodiversità, gli allevamenti intensivi, il consumo inconsapevole, la violenza  ipocritamente nascosta dietro le cosiddette “tradizioni”. 

Il pregio maggiore del libro è proprio questo: mostrare come tutte queste questioni siano intrecciate. La caccia non viene raccontata solo come crudeltà verso gli animali, ma come elemento che altera gli ecosistemi, diffonde inquinamento da piombo e contribuisce all’impoverimento della fauna selvatica. Gli allevamenti intensivi non vengono criticati soltanto sul piano etico, ma anche per il loro impatto devastante su foreste, habitat naturali e cambiamento climatico. 

Lo stile di Erica è semplice ed efficace, quasi pedagogico ma mai banale. Si percepisce il desiderio di costruire consapevolezza, soprattutto nei lettori più giovani o in chi si avvicina per la prima volta ai temi dell’antispecismo e dell’ecologia.

Il libro alterna racconti personali, spiegazioni divulgative e riferimenti concreti: dai Centri di Recupero per Animali Selvatici ai ricci salvati dal veterinario Massimo Vacchetta, fino alle campagne contro l’olio di palma e alle riflessioni sul consumo di latte e prodotti animali.   

A emergere con forza è soprattutto il tema della “dissonanza cognitiva”: quel meccanismo che ci porta ad amare alcuni animali e a ignorare la sofferenza di altri. Erica Ceola smonta questa contraddizione senza cadere nell’aggressività ideologica, ma con la forza di immagini che restano addosso. Quando Luna si domanda perché alcuni animali finiscano sul divano e altri nel frigorifero, ad esempio, noi che leggiamo ci troviamo improvvisamente davanti a una domanda difficile da scansare. Una domanda la cui risposta è una sola! 

Molto efficaci anche le pagine dedicate alla montagna e alla natura, dove il paesaggio diventa occasione per riflettere sul rapporto tra esseri umani e pianeta. Le Dolomiti, la neve, i boschi e i sentieri non sono semplice sfondo narrativo: rappresentano la possibilità concreta di riconnettersi a un mondo vivente che la modernità tende continuamente a trasformare in merce.  

Non è un libro neutro, “Vedere la Luna”. Erica Ceola non fa mistero del suo atteggiamento fortemente critico rispetto il modello economico capitalista dominante basato sul consumismo acritico e sullo sfruttamento animale. L’autrice mette in chiaro senza false ipocrisie come non sia più concepibile  restare neutrali davanti alla crisi ecologica, economica e morale del nostro tempo e, per questo, ci invita guardare la luna ed a “smettere di guardare il dito”, come recita il sottotitolo del libro. Bisogna avere il coraggio di affrontare la realtà e a non fermarci alle abitudini, alle tradizioni, alle comodità quotidiane, facendo finta di non vedere il sistema di violenza e devastazione ambientale che le sostiene. 

Erica Ceola ci invita a sollevare lo sguardo. E vi assicuro che, dopo aver letto il libro, non riuscirete più a guardare gli animali – e al vostro rapporto con loro – nello stesso modo.